Mondiali Brasile 2014 Spagna shock adios

Mondiali Brasile 2014 Spagna shock adios

Esce di scena una delle probabili pretendenti al trono. Felipe IV al contrario si insedia.


Due sono stati i volti della Spagna di ieri. Una felice, rigenerata da una nuova generazione che si insedia sul trono più alto della Nazione, e una sconfitta, ma una sconfitta che sa di dramma. Ovviamente quella che sta vivendo la condizione peggiore, o per meglio dire agonizzando sulla condizione peggiore, è la Spagna sportiva. Le Furie Rosse hanno detto adios al Campionato del Mondo del Brasile nel peggiore dei modi, in due uscite due sconfitte pesanti, una contro l’Olanda, l’altra quella di ieri sera contro la formazione del Cile. Dopo aver vinto tutto quello che c’era da vincere in una mezza dozzina di anni, due Campionati Europei e un Campionato del Mondo, improvvisamente in terra di Brasile i calciatori spagnoli hanno dimenticato la navigazione che conduce alla vittoria.

La cosa assume contorni sbalorditivi poiché la formazione di Vicente del Bosque non ha mai realmente dimostrato sul terreno di gioco la propria potenza calcistica acquisita in questi ultimi sei anni. La squadra che ha sempre giocato a memoria è parsa colpita irrimediabilmente da una forma acuta di Alzheimer. Ma è così ? Oggi la stampa sportiva spagnola è tutta rivolta verso la fine di un ciclo generazionale parlando di rifondazione. Ringrazia, ovviamente, per quanto conquistato finora e non se la sente di accusare nessuno, Iker Casillas compreso. Ma dei dubbi comunque rimangono. Laddove esistono Club, con fortissima rivalità sportiva ed economica, e quindi di anche potere calcistico, diventa difficile amalgamare nella propria Nazionale professionisti provenienti dal Barcellona, Real Madrid e Atletico Madrid.

La formazione iberica aveva già dato in passato dimostrazioni di questo disagio, ma per il bene del risultato e della gloria era finora sempre riuscita a superarne con successo l’ostacolo. In questi Mondiali brasiliani al contrario qualcosa è parso essersi rotto, e di conseguenza le Furie non sono riuscite a far scuotere alcuno. Gli stessi problemi, sportivi, li sta vivendo Fernando Alonso che non riesce a trovare in Ferrari la giusta quadra per arrivare sul podio più alto. A far squillare l’inno nazionale iberico in quasi ogni manifestazione alla quale prende parte è ancora Rafael Nadal, ancora il numero uno del tennis mondiale. Questo per sottolineare che nulla è ancora perso per una Nazione che ha bisogno anche dell’energia sportiva per credere efficacemente in se stessa. Un adios alla Nazionale, come titolano quasi tutti i quotidiani iberici, un arrivederci a presto invece da tutti gli sportivi del mondo.

Francesco Serviente   





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