Finale Coppa del Mondo 2014 Leo Messi e la sindrome Ibrahimovic

Finale Coppa del Mondo 2014 Leo Messi e la sindrome Ibrahimovic

L’attaccante argentino fallisce ancora una volta con la Nazionale, la Germania trionfa al Maracanà, per la Pulce solo qualche spunto


Jerome Boateng salva sulla linea di porta, poi un suo sinistro fa la barba al palo di Neuer. Al 122’ una sua punizione finisce direttamente in curva, in mezzo qualche spunto e tanti minuti da perfetto assente. Leo Messi doveva trascinare questa Argentina come Diego Armando Maradona a Messico ’86 ma ha toppato in pieno. E’ vero, si è sbloccato come goleador con le sue 4 marcature siglate, per altro, nel girone. Ma prendere in mano una squadra vuol dire ben altro.

Leo Messi sta al Mondiale come Zlatan Ibrahimovic sta alla Champions League? Sì, lo possiamo affermare. L’attaccante svedese, grande assente di questo Campionato del Mondo in Brasile, ha segnato 10 gol nella massima competizione europea, migliorando il suo record personale. Come la Pulce. Vero, la Champions si gioca ogni quattro anni ed Ibra ha subito anche un infortunio ma il loro destino è parallelo. L’uno non riesce a sollevare la Coppa dalle grandi orecchie, l’altro non si può fregiare del titolo mondiale.

Il paragone con El Pibe de Oro si fa sempre più insistente: uomo squadra, leader, trascinatore, carismatico, tanto assist man quanto bomber spietato. Nella mitica finale messicana, giocata proprio contro la Germania Ovest, trovò il passaggio vincente per Burruchaga. Senza parlare poi della prestazione stratosferica contro l’Inghilterra in cui, oltre al gol del secolo ossia la leggendaria serpentina, mise a referto un gol di mano che fece molto discutere.

Ecco Leo, ti manca un po’ di malizia, forse anche dei compagni di squadra che possano esaltare le tue caratteristiche. Il contentino di miglior giocatore del Mondiale – riconoscimento che avrebbe meritato Thomas Muller – non è stato certo sufficiente a farlo sorridere. Chissà cosa avrà detto a Rodrigo Palacio e Gonzalo Higuain che hanno clamorosamente fallito due ciclopiche occasioni davanti al taumaturgo dei pali, Manuel Neuer.

Per Messi ci sarà sicuramente un’altra occasione per dimostrare tutto il suo valore. In Russia l’Argentina cercherà quel Mondiale che sfugge ormai da troppo tempo. Sarà l’ennesima delusione o il tanto agognato trionfo? Cosa ne pensi? Seguici su Facebook cliccando qui.

Ferrari Franco Andrea





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