Caso Pantani riaperto: fu un omicidio

Caso Pantani riaperto: fu un omicidio

Riaperto il caso Pantani a 10 anni dalla scomparsa del Pirata di Cesenatico. Si lavora sulla possibilità che sia stato un omicidio


Sono passati più di dieci anni dalla scomparsa di Marco Pantani. Quella sera maledetta del 14 febbraio in cui il Pirata di Cesenatico fu trovato morto in una camera del residence “La Rose” a Rimini, è rimasta impressa nei ricordi di tutti gli appassionati di ciclismo e no. Perché Pantani non era solo il simbolo del ciclismo italiano, ma era un’icona dello sport italiano in generale.

10 anni dopo la vicenda si riapre, e la Procura di Rimini sta lavorando sull’ipotesi che non si sia trattato di un suicidio causato da un’elevata assunzione di stupefacenti. Le indagini adesso puntano sulla possibilità che si sia trattato di un omicidio. A dare la notizia la madre Tonina, che tramite Facebook ha rilasciato questo comunicato a sedici anni dal trionfo al Tour de France: “Sedici anni fa, il 2 agosto, Marco vinceva il Tour e quest’anno, a 10 anni dalla sua morte, mentre Cesenatico festeggiava la sua notte gialla non più dedicata a lui vi do’ una notizia. A tutti i tifosi e a quelli che hanno creduto e voluto bene al mio Marco,il caso è aperto per omicidio”.

La Procura, al momento, si sta muovendo con cautela, rispettando l’iter giudiziario, ma il caso è riaperto. La Gazzetta dello Sport che ha lanciato lo scoop, ha ricostruito la vicenda, parlando di un Pantani picchiato e dopo obbligato ad assumere oralmente cocaina. A quanto pare, le ingenti quantità di cocaina rinvenute nel cadavere del ciclista possono essere assunte solo se diluite in acqua.

Ad oggi non ci sono indagati, ma i sospetti ora si allargano al mondo del ciclismo dilaniato dai tanti scandali sugli atleti dopati. La speranza è che il caso trovi un esito definitivo che possa mettere luce su una vicenda che ha segnato lo sport italiano. (d.r.)





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