Sanremo 2014 – Frankie Hi Nrg – Pedala [video e testo]

Ecco il lyric video e il testo della canzone del rapper torinese all’Ariston di Sanremo


 

E’ stato presentato inedito martedì 18 febbraio assieme a “Un uomo vero” alla sessantaquattresima edizione del Festival di Sanremo (condotta su Rai 1 fino a sabato 22 dal presentatore ligure Fabio Fazio e dalla comica torinese Luciana Littizzetto) il nuovo singolo del rapper piemontese Francesco di Gesù, in arte Frankie Hi Nrg dal titolo “Pedala“.

Gli inediti sono estratti dal nuovissimo album dell’artista dal titolo “Essere Umani” in uscita nei prossimi giorni da BMG,

La carriera musicale di Frankie conta ben 5 album (senza contare Essere Umani) a partire dal primissimo “Verba Manent” risalente al 1992; non è inoltre nuovo neanche nell’ambiente sanremese, ha infatti già partecipato come esecutore nel 2008 con il brano “Rivoluzione“, (estratto di “DePrimo Maggio” del 2005) e come co-autore del testo per “Meno male“, presentato in gara da Simone Cristicchi nel 2010.

 

Pedala – Testo

 

Scriviam la nostra storia usando biciclette,

inseguendo la memoria su strade molto strette,

su per le salite senza avere una borraccia, giù

per le discese con il vento sulla faccia. Perché

la bicicletta non importa dove porti, è tutto un

equilibrio di periodi e di rapporti, è tutta una

questione di catene e di corone, di grasso che

lubrifica la vita alle persone. Come nella vita

c’è una ruota che gira, una ruota che spinge e

con quest’aria che tira se una ruota si fora la

caduta è sicura: una toppa ripara, una ferita si

cura. Non avere paura che sennò ti deconcentri,

devi far coincidere i pesi e i baricentri.

L’impegno di coppia per un singolo momento:

due le forze in gioco, un solo movimento.

Pedala – insegui la tua storia ovunque vada

Pedala – macina chilometri di strada

Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta

Pedala – più in fretta

Pedala – più in fretta…

Se è libero il pignone lo sceglie la corona, che

attraverso una catena condiziona il moto del

sistema: monarchia meccanica che ha giurato

fede eterna alle leggi della fisica. Statica,

termodinamica, quasi democratica se quando si

ferma si va a ruota libera, o tirannica, con la fissa

dello scatto, senza i freni che difendon dall’impatto.

È mansione del pignone fare la rivoluzione,

portare il movimento in ogni direzione, in costante

acrobazia irradia l’energia dal centro fino alla

periferia. È solo una questione di rapporto tra

ingranaggi e tutto gira liscio fino a che non ti

scoraggi, che l’unico motore qui sei tu con il

fiatone a spingere in salita per la vita il carrozzone.

Pedala – insegui la tua storia ovunque vada

Pedala – macina chilometri di strada

Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta

Pedala – più in fretta

Pedala – più in fretta…

Sai bene che la storia è ciclica, come la pazienza

è biblica e la peggior salita è una discesa ripida,

repentina, tutta tornanti, serpentina, peso

in avanti, giù dalla china. Come una valanga

controllata precipiti in picchiata, il paesaggio vola

dentro a una zoomata. Guardi dove vai, vai dove

vuoi, occhi aperti e sai come stai, fai come puoi.

Il traguardo arriva quando meno te lo aspetti:

è un parcheggio di bici appoggiate ai cavalletti,

bici abbandonate là, senza controparte, pronte

a ripartire se qualcuno parte. Pronte per andare

lontano, cambiando i rapporti, andandoci piano.

Pensa che una volta una bici fece piangere un

uomo: diventarono amici. Lei gli chiese perdono.

Pedala – insegui la tua storia ovunque vada

Pedala – macina chilometri di strada

Pedala – l’hai voluta tu la bicicletta

Pedala – più in fretta

Pedala – più in fretta

 





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