Porcupine tree, la “giovane” band culto in arrivo dagli anni ’80 approda in Italia

Porcupine tree, la “giovane” band culto in arrivo dagli anni ’80 approda in Italia

Uno dei tour autunnali più attesi dalle orecchie più fini in fatto di rock è sicuramente quello dei Porcupine Tree,…


Uno dei tour autunnali più attesi dalle orecchie più fini in fatto di rock è sicuramente quello dei Porcupine Tree, una “giovane – datata” band che arriverà nel nostro paese con ben quattro date, a partire dal 4 novembre all’Alcatraz di Milano, per poi proseguire il 5 all’Atlantico di Roma, il 6 all’Estragon di Bologna per chiudersi il 7 novembre al Teatro Tenda di Padova. Il quartetto inglese, è stato definito “giovane – datata” band perchè ha visto i natali, come progetto, negli anni 80, come “one man band” di Steven Wilson, ancora l’attuale cantante. Inizialmente il filone era quello del rock psichedelico inglese, made in Pink Floyd. Proprio in questo periodo, era la fine degli anni 80, Wilson uscì con “Tarquin’s Seaweed”, con la sigla “Porcupine Tree” come autore che, inaspettatamente, fu il volano della band da lui unicamente composta.

Steve Wilson
Steve Wilson

Questo non è esatto del tutto, nel senso che Wilson, per anni, inventò nel book delle cassette che pubblicava, una lunga serie di componenti della band, tutti straordinari musicisti figli degli anni settanta., dai nomi altisonanti, tutti assolutamente inventati. È così, la “one man band” si fregiava di decine di collaborazioni inventate per il puro gusto dello scherno. Intorno al 1990, dopo alcune collaborazioni a pubblicazioni dedicate sempre alla scia Pink Floyd, Wilson pubblica un EP dal titolo “The Love, Death & Mussolini EP”, in solo una decina di copie, ora un vero e proprio oggetto del desiderio per i fan più accaniti. Poi venne ancora, sempre continuando la farsa della “big band” di professionisti, “The Nostalgia Factory” ma da lì, la miccia è stata accesa e lo scherzo deve finire:la band ha un gran seguito e si prepara ad abbandonare il solo sound psichedelico per darsi ad una versione tutta sua del rock. Alla band si aggiungono persone reali, come Richard Barbieri alle tastiere, Colin Edwin al basso e Chris Maitland alla batteria. Questi, mollerà poi ilgruppo dopo il tour mondiale del 2002, venendo sostituito da Gavin Harrison. In 19 anni, la band inglese arriva a pubblicare 15 album ed undici tra EP e Singoli. Una produzione culminata, dopo il boom mondiale, con “The Incident”, l’ultimo lavoro che verrà portato a spasso per l’Europa nel tour 2009 – 2010. (Davide Rabaioli)





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