L’invito di Vinicio Capossela alla sua Notte d’argento: festeggia 25 anni in musica al SPONZ FEST 2015

L’invito di Vinicio Capossela alla sua Notte d’argento: festeggia 25 anni in musica al SPONZ FEST 2015

A 25 anni dalla registrazione del suo primo disco, nella suggestiva cornice dello Sponz Fest, Vinicio Capossela celebra sabato 29 agosto le sue nozze d’argento con la musica sotto “il paese dei coppoloni” in una notte di luna piena, come quella che chiude l’avventura del suo visionario romanzo.


Signori e signore, ci abbiamo lavorato da Gennaio, navigando in acque sempre piene di incognite e nebbie e dubbi, ma l’incoscienza, l’immaginazione e lo spirito dionisiaco hanno alla fine vinto su tutto. Hanno spazzato le molte voci dell’Avversario, la voce interna del buon senso che diceva… lascia perdere. Stattene a casa. Rifiata, prenditi una vacanza, stai con la famiglia. Fatti gli affari tuoi… “Chi non fa, non sbaglia mai. Chi fa, sbaglia sempre!”, dicevano bene gli antichi.

Ma la voce del sogno, del grande tacchino d’oriente continuava potente, come in un vecchio amato film, un imperterrito ritornello: se non credi più nei sogni – diceva – i sogni non crederanno più a te. E così ci siamo abbandonati al sogno della ri-creazione del mondo. Una settimana. Sette giorni per passare dal Caos al mondo ordinato e poi al Caos di nuovo. Una cosmogonia. Non sappiamo se ci sarà una quarta edizione, perché non sappiamo cosa di noi resterà ancora vivo, cosa resterà ancora da consumare dopo una settimana come questa.

Una settimana all’insegna del grido di guerra “Abbondanza!”, al grido di “Frechiamoci tutto!” A piene mani, a piene orecchie, per braccia e piedi, per pancia e occhi. Coltivare il ronzio dei Siensi, dall’alba di un concerto con una delle fanfare più potenti del globo, lungo sentieri di sposalizio, sentieri di asini e miti, fino alla luce della scienza, con Piergiorgio Odifreddi a discernere sul cammino umano dei Senni dell’intelletto, e poi fino all’ ultima serenata alla luna, nel culmine del plenilunio. Lunatici, allunati, pumminali, muli mannari… venite alla luce della luna! Venite al richiamo della terra primigenia… venite ad arare una terra antica, a inseminarla di idee, a farla ronzare di immaginazione.

L’asino, dicevano, sa sempre la strada migliore per tornarsene a casa. E allora abbiamo preparato una carovana di asini, pazienti, laboriosi, cocciuti, con bisacce piene di buone semenze da grano e buoni figli di parole scritte. E dietro gli asini, un gruppo di mariachi messicani, i Mariachi Mezcal! Sigla del cammino: La Golondrina! Venite, saremo tutti parte del Wild Bunch, il leggendario Mucchio Selvaggio. Saremo noi quel Mucchio Selvaggio! Non abbiamo ingaggiato cantanti famosi di musica leggera… abbiamo ingaggiato musicisti per la Festa, musiche che accompagnano il senso dell’Avventura, quella zona estrema, quella linea d’ombra che separa l’apice dell’Euforia dal nero della Morte. Fanfara Tirana, Psarantonis e famiglia, Mariachi Mezcal, Banda della Posta, Los Texmaniacs, Neat Veliov e la sua fanfara di Kocani, Macedonia.

Queste sono musiche da Fiesta y Feria… venite nella nostra frontiera dell’interno, sotto a una trebbiatrice volante, che divide, con gran sollevamento di piume e di polvere, quel che ci nutre da quello che solo impaurisce.
Venite a conquistare l’Inutile! La più elevata attitudine umana. Venite incontro a una grande festa di sposalizio con la Vita, la grande amante degli uomini!
Venite a perdere i Siensi, per ritrovarli.
Le regole dell’economia dicono che in un festival l’85% delle risorse va in organizzazione, il 15% in cast artistico. Noi abbiamo messo in musica e musicanti il 50%. Le regole dicono che un festival si fa di tre giorni in un unico luogo. Noi lo faremo di sette, in sette luoghi diversi. E’ una follia. Ma sarà una magnifica follia.

Sarà alla fine della stagione. Capodanno si sa è alla fine d’Agosto. Venite al Capodanno, al passaggio della luna. Venite nella verità dell’Immaginazione, venite a sperdere la menzogna della Realtà.
Grazie a tutti quelli che hanno sostenuto l’Idea. Quelli che ci hanno dedicato tempo e risorse, grazie a quanti hanno avuto fiducia. Grazie a tutti loro, avrete, avremo, una Festa, un cammino per apprendere, per fare circolare pensieri, per conoscere, per ballare e suonare. Per sponzare come il baccalà. In acqua pulita però, che non marcisce nell’inedia. Il tempo della Festa, è il tempo che l’uomo si è riservato per ricordarsi di essere Uomo.

Vinicio Capossela

 

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Vinicio Capossela

Ivone Ferreira





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