La stagione dei premi cinematografici ha raggiunto il suo primo, elettrizzante apice con la cerimonia della stampa estera di Hollywood. Parlare dei 5 migliori Film dei Golden Globes 2026 significa immergersi in un’annata che ha visto il ritorno dei grandi maestri, la consacrazione di nuovi talenti e una varietà di generi che ha saputo accontentare sia i cinefili più esigenti che il grande pubblico. Quest’anno, la giuria ha premiato il coraggio narrativo e la capacità delle immagini di superare i confini del linguaggio verbale, regalandoci pellicole destinate a restare nell’immaginario collettivo.
I 5 migliori Film dei Golden Globes 2026
Per stilare questa classifica dei migliori film dei Golden Globes 2026, abbiamo analizzato diversi parametri fondamentali. Non ci siamo limitati al numero di statuette vinte, ma abbiamo considerato l’impatto culturale generato all’uscita, l’originalità della visione registica, l’eccellenza tecnica (fotografia e montaggio) e, naturalmente, la profondità delle performance attoriali. In un’epoca di sovrabbondanza di contenuti, questi cinque titoli rappresentano la “crema” della produzione mondiale, opere capaci di emozionare, disturbare e far riflettere.
Che siate appassionati di drammi storici struggenti o di thriller di genere dalle venature soprannaturali, la selezione di quest’anno offre un panorama completo di ciò che il cinema può offrire oggi. Ecco i titoli che hanno lasciato il segno e che ogni appassionato dovrebbe recuperare il prima possibile.
5. Sinners

Ambientato nel profondo Sud degli Stati Uniti durante l’era della segregazione, Sinners segue le vicende di due fratelli gemelli che tornano nella loro città natale per ricominciare da capo. Tuttavia, scoprono presto che un male antico e terribile sta perseguitando la comunità. La loro lotta per la sopravvivenza si trasforma in un incubo ad occhi aperti dove il confine tra fede, superstizione e terrore si fa sempre più labile, mettendo alla prova il legame di sangue che li unisce.
Questo film rappresenta il ritorno magistrale di Ryan Coogler al cinema di genere più puro. Sinners merita un posto in questa classifica per la sua capacità unica di mescolare il dramma storico con l’horror soprannaturale, creando una metafora potente sulle ferite mai rimarginate dell’America. È una pellicola viscerale, che non ha paura di osare e che conferma la statura autoriale del suo regista in un contesto produttivo di altissimo livello.
- Anno: 2025
- Regista: Ryan Coogler
- Protagonisti: Michael B. Jordan, Delroy Lindo, Jack O’Connell, Hailee Steinfeld
- L’Angolo Critico: La fotografia di Autumn Durald Arkapaw gioca con i toni caldi e polverosi del Sud, trasformandoli gradualmente in ombre minacciose e opprimenti. La sceneggiatura evita i cliché del genere “vampiresco” per concentrarsi su una narrazione quasi ancestrale. Michael B. Jordan offre una doppia performance fisica e psicologica che è stata giustamente lodata dalla critica ai Golden Globes 2026.
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4. The Drama

La storia segue una coppia che, poco prima del proprio matrimonio, subisce uno shock emotivo che mette a nudo segreti inaspettati sulla natura della loro relazione. Quella che doveva essere una commedia romantica si trasforma rapidamente in un’analisi spietata e surreale delle dinamiche di potere, dell’identità e delle maschere che indossiamo ogni giorno per compiacere chi amiamo.
The Drama è un’opera spiazzante che conferma Kristoffer Borgli come uno dei registi più originali della sua generazione. Inserirlo tra i 5 migliori Film dei Golden Globes 2026 è stato un atto dovuto: il film sfida le convenzioni narrative, oscillando tra il grottesco e il dramma psicologico più cupo con una fluidità disarmante. È un film che parla direttamente alle insicurezze dell’uomo moderno con un linguaggio visivo fresco e inquietante.
- Anno: 2026
- Regista: Kristoffer Borgli
- Protagonisti: Zendaya, Robert Pattinson, Mamoudou Athie
- L’Angolo Critico: Il montaggio frenetico e l’uso creativo del colore riflettono lo stato di instabilità mentale dei protagonisti. Zendaya e Pattinson creano una chimica “distruttiva” sullo schermo, elevando ogni scena a un confronto dialettico serratissimo. Borgli dimostra che il “dramma” non è solo ciò che accade, ma come la nostra mente deforma la realtà circostante. Un’opera che ha dominato le discussioni su IMDb per mesi.
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3. The Bride!

Nella Chicago degli anni ’30, un solitario Frankestein chiede l’aiuto del Dr. Euphronius per creare una compagna per se stesso. Insieme, riportano in vita una giovane donna vittima di omicidio, dando vita alla “Sposa”. Tuttavia, la creatura che emerge non è affatto ciò che si aspettavano: la donna rivendica una propria identità, una sessualità prorompente e un desiderio di libertà che scatena un movimento sociale radicale e attira l’attenzione della polizia e della malavita locale.
Maggie Gyllenhaal firma una rivisitazione punk e femminista del mito di Mary Shelley. Il film è un capolavoro imperdibile per la sua estetica elettrizzante e per come riesce a trasformare un mostro classico in un’icona di ribellione contemporanea. La regia è audace, sporca e piena di vita, lontana anni luce dai polverosi remake del passato.
- Anno: 2025
- Regista: Maggie Gyllenhaal
- Protagonisti: Jessie Buckley, Christian Bale, Penélope Cruz, Peter Sarsgaard
- L’Angolo Critico: Il world-building è eccezionale: la Chicago del proibizionismo si fonde con influenze gotiche e glam-rock. Jessie Buckley è una forza della natura, capace di passare dalla vulnerabilità della “neonata” alla furia della donna consapevole. La colonna sonora e il design dei costumi sono stati elementi chiave per il trionfo nelle categorie tecniche ai Golden Globes.
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2. The Battle of Baktan Cross

Sebbene i dettagli della trama siano stati tenuti sotto il più stretto riserbo, il film si presenta come un epico crime-drama ambientato in una California contemporanea ma quasi distopica. Al centro della vicenda c’è un intreccio di personaggi legati a un misterioso evento accaduto al “Baktan Cross”, un luogo che sembra catalizzare corruzione politica, segreti di famiglia e una ricerca disperata di redenzione in un mondo che sembra aver perso la bussola morale.
Paul Thomas Anderson torna a raccontare l’America con la sua solita maestria, ma con un’energia nuova, quasi d’azione. Merita il secondo posto in classifica perché rappresenta il cinema allo stato puro: ogni inquadratura è densa di significato e la narrazione, pur essendo complessa, non perde mai il contatto con l’umanità dei suoi protagonisti. È un film che richiede attenzione e che ripaga lo spettatore con sequenze di pura estasi cinematografica.
- Anno: 2025
- Regista: Paul Thomas Anderson
- Protagonisti: Leonardo DiCaprio, Regina Hall, Sean Penn, Benicio del Toro
- L’Angolo Critico: Girato in 70mm, il film offre una profondità di campo che toglie il respiro. La sceneggiatura di Anderson mescola umorismo nero e tragedia greca. Leonardo DiCaprio regala una delle sue prove più mature e stratificate degli ultimi anni, guidando un cast corale dove ogni attore sembra dare il meglio di sé.
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1. Hamnet

Basato sul celebre romanzo di Maggie O’Farrell, il film racconta la storia di Agnes, la moglie di William Shakespeare, e della sua lotta per superare la tragica perdita del figlio Hamnet a causa della peste. Mentre il marito si rifugia nella scrittura a Londra, Agnes resta a Stratford, cercando di tenere unita la famiglia e affrontando il lutto attraverso un legame quasi mistico con la natura. È il racconto segreto dietro la genesi della più grande opera teatrale mai scritta: Amleto.
Hamnet è il vincitore assoluto di questa classifica dei 5 migliori Film dei Golden Globes 2026. Chloé Zhao riesce nell’impresa impossibile di tradurre la prosa lirica del libro in immagini di una bellezza struggente. È un film che parla di dolore, amore e immortalità artistica con una sensibilità che ha commosso le giurie di tutto il mondo. Un’opera d’arte totale che ridefinisce il biopic storico.
- Anno: 2026
- Regista: Chloé Zhao
- Protagonisti: Jessie Buckley, Paul Mescal
- L’Angolo Critico: L’uso della luce naturale, marchio di fabbrica della Zhao, qui raggiunge vette di perfezione pittorica. La sceneggiatura si concentra sul punto di vista di Agnes, restituendo dignità storica a una figura spesso dimenticata. La performance di Paul Mescal è di una vulnerabilità disarmante, ma è Jessie Buckley a dominare la scena, portando a casa il premio come miglior attrice protagonista.
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