Quando si parla di animazione giapponese, il pensiero corre immediatamente alle praterie incantate e agli spiriti gentili dello Studio Ghibli. Tuttavia, limitare la propria visione a Miyazaki significa ignorare un universo ribollente di cyberpunk, drammi psicologici e sperimentazioni visive che hanno influenzato i più grandi registi di Hollywood. In questo articolo, esploreremo i 7 film d’animazione orientali che non sono dello Studio Ghibli e devi vedere, opere nate da visioni radicali che utilizzano il disegno animato per indagare le pieghe più profonde dell’anima umana.
I 7 film d’animazione orientali che non sono dello Studio Ghibli e devi vedere
Per selezionare questi titoli, ho adottato criteri basati sull’innovazione stilistica, l’impatto culturale globale e la complessità della sceneggiatura. Troverete titoli che hanno ridefinito la fantascienza, pellicole che giocano con il surrealismo e drammi storici che tolgono il fiato. L’obiettivo è offrire una panoramica su come l’animazione possa essere un linguaggio maturo, capace di affrontare temi politici, filosofici ed esistenziali con una potenza straordinaria.
7. Your Name. (Kimi no Na wa.)

Mitsuha è una studentessa rurale, mentre Taki è un suo coetaneo immerso nel caos di Tokyo. Per un fenomeno inspiegabile, i due iniziano a scambiarsi i corpi durante il sonno, vivendo frammenti della vita dell’altro. Questo legame misterioso si trasforma in una ricerca disperata quando una catastrofe naturale minaccia di cancellare il loro legame attraverso il tempo e lo spazio.
Makoto Shinkai firma un capolavoro di estetica e sentimento che cattura perfettamente la nostalgia. È il film che ha consacrato Shinkai come un maestro dell’animazione di massa, capace di unire il realismo fotografico a una spiritualità shintoista modernizzata.
- Anno: 2016
- Regista: Makoto Shinkai
- Protagonisti: Ryunosuke Kamiki, Mone Kamishiraishi
- L’Angolo Critico: La fotografia è il marchio di fabbrica: l’uso della luce e dei cieli stellati crea un’atmosfera iper-reale. La sceneggiatura intreccia abilmente la commedia degli equivoci con il dramma cosmico.
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- Dove vederlo: Netflix / Prime Video (Noleggio)
6. Millennium Actress

Due documentaristi intervistano Chiyoko Fujiwara, una leggendaria attrice ritiratasi dalle scene all’apice del successo. Man mano che l’anziana racconta la sua vita, la realtà e i film che ha interpretato iniziano a fondersi in un unico inseguimento attraverso le epoche della storia giapponese, alla ricerca di un misterioso uomo incontrato da ragazza.
Questo film è una celebrazione del cinema stesso. Satoshi Kon dimostra che l’animazione può gestire transizioni narrative impossibili per il montaggio tradizionale, creando un flusso di coscienza che è al contempo una lezione di storia e un dramma psicologico straziante.
- Anno: 2001
- Regista: Satoshi Kon
- Protagonisti: Miyoko Shoji, Mami Koyama
- L’Angolo Critico: Il montaggio e le transizioni fluide sono il cuore dell’opera. Kon abbatte la quarta parete, rendendo gli intervistatori spettatori interni della vita di Chiyoko. È un’analisi profonda sul potere del ricordo che ha influenzato registi come Christopher Nolan.
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- Dove vederlo: Blu-ray / Edizioni speciali Home Video
5. Sword of the Stranger

Un giovane orfano e il suo cane sono in fuga da emissari cinesi determinati a catturarlo per un rituale oscuro. Lungo il cammino incontrano Nanashi, un rōnin tormentato che ha giurato di non sguainare mai più la katana. Il loro legame diventerà l’unica barriera contro un esercito di mercenari, culminando in un duello finale leggendario.
Sword of the Stranger è l’essenza del cinema di samurai trasposto in animazione. Merita un posto per la sua eccellenza tecnica nelle scene d’azione, che superano per realismoe coreografia gran parte dei blockbuster live-action moderni.
- Anno: 2007
- Regista: Masahiro Ando
- Protagonisti: Tomoya Nagase, Yuri Chinen
- L’Angolo Critico: La fluidità dell’animazione durante i combattimenti è senza pari. Nonostante la trama segua binari classici, la qualità dei disegni trasforma ogni scontro in una danza brutale. Un pilastro del cinema d’azione animato.
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- Dove vederlo: Prime Video / Crunchyroll
4. Perfect Blue

Mima abbandona il gruppo di idol per tentare la carriera di attrice. Tuttavia, fan ossessionati e pressioni dell’industria la trascinano in un incubo. La sua percezione della realtà inizia a sfaldarsi mentre una serie di omicidi colpisce chi le sta intorno. Chi è la vera Mima?
Questo thriller psicologico è un capolavoro disturbante. Affronta temi come la percezione dell’identità e l’oggettivazione con una ferocia e una lucidità che lasciano lo spettatore stordito.
- Anno: 1997
- Regista: Satoshi Kon
- Protagonisti: Junko Iwao, Rica Matsumoto
- L’Angolo Critico: Kon gioca con il montaggio alternato per confondere i confini tra vita reale e allucinazione. La claustrofobia visiva rende Perfect Blue un’esperienza viscerale, spesso citata come fonte di ispirazione per Black Swan.
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- Dove vederlo: Prime Video / Home Video (Midnight Factory)
3. Ghost in the Shell

In un futuro dove il confine tra uomo e macchina è svanito, il Maggiore Motoko Kusanagi dà la caccia al “Burattinaio”, un hacker capace di manipolare le memorie umane. Mentre indaga, il Maggiore inizia a interrogarsi sulla propria anima: esiste ancora un “fantasma” dentro il suo guscio meccanico?
Pietra miliare del cyberpunk, questo film ha ridefinito la fantascienza filosofica. Senza Ghost in the Shell, non avremmo avuto Matrix né gran parte dell’immaginario sci-fi contemporaneo.
- Anno: 1995
- Regista: Mamoru Oshii
- Protagonisti: Atsuko Tanaka, Akio Otsuka
- L’Angolo Critico: La colonna sonora di Kenji Kawai crea un contrasto ipnotico con la tecnologia fredda. La regia predilige tempi dilatati, trasformando un poliziesco in un trattato sull’ontologia. Un capolavoro di cyberpunk filosofico.
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- Dove vederlo: Prime Video / Netflix
2. Akira

Neo-Tokyo, 2019: una megalopoli sull’orlo del collasso. Quando il giovane Tetsuo rimane coinvolto in un esperimento militare, manifesta poteri psichici devastanti che minacciano di risvegliare “Akira”, la forza che distrusse Tokyo trent’anni prima. Il suo amico Kaneda dovrà tentare di fermarlo prima della catastrofe finale.
Akira è un evento sismico. Ha aperto le porte dell’Occidente all’animazione giapponese adulta, mostrando una qualità del disegno e una violenza espressiva mai viste prima su grande schermo.
- Anno: 1988
- Regista: Katsuhiro Otomo
- Protagonisti: Mitsuo Iwata, Nozomu Sasaki
- L’Angolo Critico: La complessità del dettaglio urbano e l’uso di oltre 300 colori rendono Akira visivamente insuperabile ancora oggi. È un’esplosione di body horror e nichilismo politico.
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- Dove vederlo: Netflix / Prime Video
1. Una tomba per le lucciole (Hotaru no Haka)
Giappone, 1945. Mentre le bombe incendiarie riducono le città in cenere, Seita e la sorellina Setsuko rimangono orfani. Inizia la loro lotta disperata per la sopravvivenza in un mondo annientato dalla fame, dove cercano di ricreare barlumi di gioia tra le lucciole.
Sebbene prodotto sotto l’egida Ghibli, questo film appartiene alla visione cruda di Isao Takahata. È al primo posto perché è uno dei film più potenti mai realizzati sulla guerra, un’opera che impone una riflessione brutale sulla dignità umana.
- Anno: 1988
- Regista: Isao Takahata
- Protagonisti: Tsutomu Tatsumi, Ayano Shiraishi
- L’Angolo Critico: Takahata applica uno stile neorealista all’animazione. La cura per i dettagli quotidiani rende il contrasto con l’orrore della morte inaccettabile. Rappresenta l’apice del cinema umanista.
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- Dove vederlo: Netflix / Prime Video

