Paolo Borsellino, i 57 giorni, stasera su Rai 1 la fiction con Luca Zingaretti

Paolo Borsellino, i 57 giorni, stasera su Rai 1 la fiction con Luca Zingaretti

La Rai, in occasione del trentesimo anniversario della strage di via D’Amelio, riporta sugli schermi della rete ammiraglia la fiction “Paolo Borsellino, i 57 giorni”. Nei panni dell’eroico magistrato, Luca Zingaretti.


Questa sera, martedì 19 luglio, alle ore 21.25, andrà in onda su Rai 1 la replica di Paolo BorsellinoI 57 giorni. La fiction, interpretata da Luca Zingaretti, è datata 2012 e la rete la ripropone in occasione della celebrazione per i 30 anni della strage di via D’Amelio.

La Rai ricorda, attraverso il film-tv, una delle pagine di storia più drammatiche e traumatiche per l’Italia, vale a dire il tragico attentato mafioso in cui Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta persero la vita.

I 57 giorni: trama e cast della fiction con Luca Zingaretti

La fiction, come si evince dal titolo, si concentra sui 57 giorni che separano il 23 maggio 1992, giorno della strage di Capaci, in cui perse la vita Giovanni Falcone, ed il 19 luglio dello stesso anno, quando la vittima fu l’amico e collega Paolo Borsellino. Nel film non manca il racconto della strenua lotta contro la malavita, portata avanti con coraggio dai protagonisti fino all’epilogo che nessuno avrebbe mai voluto fosse scritto.

Paolo Borsellino, i 57 giorni è una produzione Rai Fiction e Compagnia Leone Cinematografica. La regia è di Alberto Negrin. Francesco Scardamaglia ha firmato la sceneggiatura. A prestare il volto all’eroico magistrato è Luca Zingaretti, celebre interprete de Il Commissario Montalbano. Il cast vanta anche la presenza di Lorenza Indovina nei panni della moglie Agnese Piraino Leto. Enrico Iannello presta il volto a Antonio Ingroia. Davide Giordano, Marilù Pipitone e Claudia Gaffuri interpretano i figli di Borsellino.

Chi era Paolo Borsellino?

Paolo Borsellino nacque a Palermo il 19 gennaio 1940. Dopo la laurea in Giurisprudenza, divenne il più giovane magistrato italiano in attività. A partire dal 1967, diventò prima Pretore di Mazara del Vallo e poi Pretore di Monreale, dove cominciò a combattere la cosca mafiosa locale.  Nel 1975, cominciò a prestare servizio presso l’Ufficio istruzione del Tribunale di Palermo. Quando il giudice Rocco Chinnici, con il quale lavorava a stretto contatto, fu ucciso, al suo posto subentrò Antonino Caponnetto. Quest’ultimo diede vita al “pool antimafia”, di cui facevano parte, oltre al giudice e al magistrato, Giovanni Falcone, Giuseppe Di Lello, Leonardo Guarnotta. In quel periodo, i pentiti Tommaso Buscetta e Salvatore Contorno cominciarono a collaborare con la giustizia.

Nel 1985 Borsellino e Falcone vennero ospitati, per ragioni di sicurezza, nella foresteria del carcere dell’Asinara. Lì continuarono a lavorare per il maxi-processo che condannò 342 persone legate alla mafia. Il 23 maggio 1992 Giovanni Falcone perse la vita nella strage di Capaci. Il 19 luglio 1992, in via D’Amelio, un’auto piena di tritolo esplose e uccise Borsellino. Insieme a lui morirono cinque agenti della sua scorta: Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.

La famiglia rifiutò i funerali di Stato, accusando il mondo della politica di non aver difeso il giudice pur conoscendo bene i rischi che stava correndo.