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7 Film con una fotografia così bella da sembrare quadri

7 Film con una fotografia così bella da sembrare quadri
Lettura: 9 minuti

7 film con fotografia leggendaria dove ogni inquadratura sembra un dipinto. Un viaggio estetico tra capolavori visivi che trasformano il cinema in arte pura.


Esistono film che guardi per la trama, altri per gli attori, e poi c’è una categoria rara e preziosa: quelle opere che guardi con la bocca aperta, rapito dalla pura potenza estetica delle immagini. In queste pellicole, il direttore della fotografia diventa un co-autore fondamentale quanto il regista, trasformando la luce, il colore e la composizione in un linguaggio emotivo autonomo. Abbiamo selezionato per voi 7 film con una fotografia così bella da sembrare quadri, opere in cui il confine tra la settima arte e la pittura si dissolve completamente.

7 film con una fotografia così bella da sembrare quadri

I criteri di selezione per questa classifica non si sono basati solo sulla bellezza “da cartolina” dei paesaggi. Abbiamo cercato quei film con fotografia mozzafiato dove l’estetica visiva è curata maniacalmente per evocare stili pittorici precisi, dall’impressionismo al barocco, e dove ogni singolo fotogramma potrebbe essere stampato, incorniciato e appeso in un museo. Preparate i vostri occhi a un’esperienza sensoriale senza precedenti.

7. The Lighthouse

7 Film con una fotografia così bella da sembrare quadri

Due guardiani del faro, interpretati da Robert Pattinson e Willem Dafoe, si ritrovano isolati su una remota e tempestosa isola del New England alla fine del XIX secolo. Mentre la solitudine, l’alcol e le misteriose forze del luogo iniziano a erodere la loro sanità mentale, i due uomini scendono in una spirale di follia allucinatoria, gelosia e segreti indicibili, circondati dal frastuono incessante del mare e della sirena da nebbia.

Questo non è solo un film horror psicologico, è un’esperienza materica. Girato in un bianco e nero granuloso e contrastato, con un formato quasi quadrato che opprime lo spettatore, The Lighthouse sembra un dagherrotipo d’epoca o un’incisione a carboncino che ha preso vita. La fotografia di Jarin Blaschke è un capolavoro di texture e ombre profonde, rendendo l’atmosfera così tangibile che sembra di poter sentire l’odore della salsedine e della sporcizia.

  • Anno: 2019
  • Regista: Robert Eggers
  • Protagonisti: Willem Dafoe, Robert Pattinson
  • L’Angolo Critico: L’uso di lenti ortocromatiche dell’epoca e la scelta di un’illuminazione espressionista creano un mondo visivo che rimanda direttamente all’arte gotica e alle prime fotografie storiche. Analizzando il comparto tecnico su IMDb, si scopre l’incredibile lavoro di ricerca per ottenere un’immagine che non ha eguali nel cinema contemporaneo.
  • Se ti è piaciuto, guarda anche: Il settimo sigillo di Ingmar Bergman, per il bianco e nero iconico e le tematiche esistenziali.
  • Dove vederlo: Disponibile su Prime Video e a noleggio su Apple TV.

6. In the Mood for Love

7 Film con una fotografia così bella da sembrare quadri

Nella Hong Kong del 1962, Chow Mo-wan e Su Li-zhen si trasferiscono in appartamenti adiacenti lo stesso giorno. Entrambi sposati con partner spesso assenti, scoprono lentamente che i rispettivi coniugi hanno una relazione tra loro. Avvicinati da questa dolorosa verità, sviluppano un legame platonico profondo e struggente, recitando le parti dei loro partner infedeli ma cercando disperatamente di non cadere nella stessa trappola morale.

Più che un film, è una poesia visiva sulla malinconia e il desiderio represso. La fotografia di Christopher Doyle e Mark Lee Ping-bin è satura, sensuale e incredibilmente elegante. Ogni inquadratura è una composizione studiata di colori caldi e spazi angusti che intrappolano i protagonisti. Il film usa la luce e il colore per comunicare ciò che i personaggi non possono dire a parole, trasformando ogni scena in un quadro impressionista urbano.

  • Anno: 2000
  • Regista: Wong Kar-wai
  • Protagonisti: Tony Leung Chiu-wai, Maggie Cheung
  • L’Angolo Critico: Il film è famoso per l’uso della palette cromatica (rossi profondi, verdi smeraldo, ori caldi) che lo rende un’esperienza pittorica indimenticabile. La cinepresa si muove con una lentezza ipnotica, catturando il fumo delle sigarette e il vapore del cibo come se fossero pennellate su una tela di seta.
  • Se ti è piaciuto, guarda anche: 2046, il seguito spirituale e visivo dello stesso regista, dove il colore diventa ancora più onirico.
  • Dove vederlo: In streaming su MUBI e a noleggio su Google Play Movies.

5. Blade Runner 2049

7 Film con una fotografia così bella da sembrare quadri

Trent’anni dopo gli eventi del primo film, un nuovo Blade Runner, l’agente K, scopre un segreto sepolto da tempo che ha il potenziale di far precipitare nel caos ciò che resta della società. La scoperta di K lo porta in una missione per trovare Rick Deckard, un ex Blade Runner scomparso da decenni, attraversando paesaggi futuristici desolati che sembrano usciti da un incubo artistico di rara bellezza.

Se il primo Blade Runner ha definito l’estetica cyberpunk, questo sequel l’ha elevata a sublime arte visiva. Il direttore della fotografia Roger Deakins ha creato un mondo di una bellezza abbacinante. Dalle distese arancioni di una Las Vegas radioattiva avvolta nella nebbia, alle algide e piovose strade di una Los Angeles al neon, ogni scena è un esempio magistrale di controllo della luce.

  • Anno: 2017
  • Regista: Denis Villeneuve
  • Protagonisti: Ryan Gosling, Harrison Ford, Ana de Armas
  • L’Angolo Critico: Deakins usa la luce non solo per illuminare, ma per scolpire gli spazi. La celebre scena nel deserto arancione è un riferimento visivo diretto alle opere di J.M.W. Turner, il pittore della luce, trasportate in un futuro distopico dove la natura è diventata un miraggio cromatico.
  • Se ti è piaciuto, guarda anche: Arrival, per un’altra collaborazione visivamente stupefacente tra Villeneuve e un grande comparto tecnico.
  • Dove vederlo: Disponibile su Netflix e Max.

4. Grand Budapest Hotel

7 Film con una fotografia così bella da sembrare quadri

La storia narra le avventure di Gustave H, un leggendario concierge, e di Zero Moustafa, il fattorino che diventa il suo amico più fidato. I due vengono coinvolti nel furto e nel recupero di un dipinto rinascimentale di inestimabile valore, mentre sullo sfondo l’Europa cambia drammaticamente, scivolando verso l’oscurità dei regimi totalitari.

Wes Anderson è noto per il suo stile visivo unico, ma qui raggiunge l’apice. Il film è un susseguirsi di diorami perfetti dove la simmetria ossessiva e le palette di colori pastello (rosa confetto, viola, rosso) creano un mondo artificiale e fiabesco. Ogni inquadratura è composta con la precisione di un dipinto rococò o di un’illustrazione di un libro antico.

  • Anno: 2014
  • Regista: Wes Anderson
  • Protagonisti: Ralph Fiennes, F. Murray Abraham, Tony Revolori, Saoirse Ronan
  • L’Angolo Critico: La fotografia di Robert Yeoman supporta la visione di Anderson utilizzando diversi rapporti d’aspetto per segnalare i diversi periodi storici. Questo tecnicismo, unito a una scenografia maniacale, trasforma i personaggi in figure di un quadro in movimento.
  • Se ti è piaciuto, guarda anche: Amélie di Jean-Pierre Jeunet, per un altro esempio di mondo visivo iper-stilizzato e colorato.
  • Dove vederlo: Disponibile su Disney+.

3. Hero (Ying xiong)

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Nella Cina antica, un guerriero senza nome arriva al palazzo del Re di Qin affermando di aver sconfitto i tre più temibili assassini del regno. Mentre racconta la sua storia, le diverse versioni della verità vengono messe in scena attraverso flashback visivamente sbalorditivi, dove il colore dominante cambia drasticamente per riflettere le diverse prospettive narrative.

Hero è forse l’esempio più eclatante di cinema come “pittura in movimento”. Il film è diviso in capitoli cromatici: il rosso della passione, il blu della malinconia, il bianco della purezza. Le scene di combattimento non sono solo azione, sono balletti astratti dove i colori dei costumi e dell’ambiente si fondono come pennellate su una tela di proporzioni epiche.

  • Anno: 2002
  • Regista: Zhang Yimou
  • Protagonisti: Jet Li, Tony Leung Chiu-wai, Maggie Cheung, Donnie Yen
  • L’Angolo Critico: La scena del combattimento nella foresta durante la caduta delle foglie gialle che diventano rosse è una delle sequenze visivamente più incredibili mai girate, un omaggio diretto alla pittura paesaggistica cinese tradizionale unita all’estetica dinamica del wuxia.
  • Se ti è piaciuto, guarda anche: La tigre e il dragone di Ang Lee, per un’altra vetta estetica del genere wuxia.
  • Dove vederlo: A noleggio su Apple TV e Prime Video Store.

2. I giorni del cielo (Days of Heaven)

7 Film con una fotografia così bella da sembrare quadri

Nel 1916, un operaio di Chicago fugge nel Texas con la sua ragazza e la sorellina. Trovano lavoro nella vasta fattoria di un ricco proprietario terriero, che presto si innamora della donna. Quello che segue è un dramma silenzioso e struggente, ambientato in una natura che sembra osservare con indifferenza le miserie umane.

Spesso citato come uno dei film visivamente più belli mai realizzati, I giorni del cielo è un poema bucolico. Girato quasi esclusivamente durante la “golden hour”, il film sembra una sequenza infinita di dipinti realisti americani, come quelli di Andrew Wyeth o Edward Hopper, immersi in una luce dorata che sembra quasi ultraterrena.

  • Anno: 1978
  • Regista: Terrence Malick
  • Protagonisti: Richard Gere, Brooke Adams, Sam Shepard
  • L’Angolo Critico: La scelta radicale di evitare le luci artificiali conferisce al film una qualità organica ineguagliabile. La natura non è uno sfondo, ma un’entità viva che domina i destini umani, catturata con una sensibilità che trascende la semplice cinematografia per diventare arte pura.
  • Se ti è piaciuto, guarda anche: The Tree of Life, sempre di Malick, per un’altra esperienza visiva trascendentale.
  • Dove vederlo: In streaming su Paramount+ e a noleggio su Google Play.

1. Barry Lyndon

7 Film con una fotografia così bella da sembrare quadri

L’ascesa e la caduta di Redmond Barry, un giovane irlandese che, attraverso duelli e inganni, tenta di entrare nell’aristocrazia inglese del XVIII secolo. La sua scalata sociale è narrata con un distacco ironico, mentre il destino tesse la sua tela inesorabile su uno sfondo di paesaggi e palazzi di incredibile bellezza.

Al primo posto non poteva che esserci il capolavoro di Stanley Kubrick. Barry Lyndon non “sembra” un quadro; è un quadro del Settecento che ha preso vita. Girato con l’uso di vere candele per l’illuminazione interna grazie a speciali obiettivi NASA, ogni fotogramma è una replica perfetta dello stile pittorico di Gainsborough o Constable. È l’esempio definitivo di come il cinema possa farsi pittura.

  • Anno: 1975
  • Regista: Stanley Kubrick
  • Protagonisti: Ryan O’Neal, Marisa Berenson, Patrick Magee
  • L’Angolo Critico: L’uso dello zoom lento all’indietro, che parte da un dettaglio per rivelare una composizione grandiosa e statica simile a una tela dipinta, è il marchio di fabbrica visivo del film. Kubrick non riprende la realtà, la compone come un maestro fiammingo, rendendo Barry Lyndon un’opera d’arte inarrivabile.
  • Se ti è piaciuto, guarda anche: I duellanti di Ridley Scott, un altro splendido affresco storico visivamente curatissimo.
  • Dove vederlo: Disponibile su Max e a noleggio sulle principali piattaforme.