Zalone, turpiloquio pride

Zalone, turpiloquio pride

I risultati della prima puntata di “Resto umile show” ci diranno se lo spettacolo firmato Checco Zalone andato in onda…


I risultati della prima puntata di “Resto umile show” ci diranno se lo spettacolo firmato Checco Zalone andato in onda ieri per la prima serata di Canale5, potrà competere con Fiorello almeno dal punto di vista dello share. Lo showman siciliano lunedì scorso ha toccato quota 12 milioni, difficile fare meglio.

 

Per Zalone difficile fare meglio anche da punto di vista qualitativo laddove, pur non mancando di momenti divertenti, lo spettacolo più che un inno all’umiltà è sembrato – ma questo ce lo aspettavamo – il manifesto al turpiloquio. E ciò nulla togliendo alla forza liberatoria della parolaccia. Di questi tempi tutti ne abbiamo voglia: infilare una lunga, scurrile, interminabile sequela di terapeutiche “maleparole”, va bene, purché non si recitino in tv. E invece Zalone continua col cliché di sempre, tra allusioni e doppi sensi, rime e parolacce accennate. “Siamo circondati dalla volgarità e io sono il re”, ha annunciato in apertura. Dichiarazione furba, come dire “da me non aspettatevi altro”. Volgare certo, la parodia di Michele Misseri “giocata” con Claudio Bisio. Lo zio di Avetrana non vorremmo vederlo più in televisione, neppure ridotto a maschera.  Bello, invece, l’omaggio a Gaber, il duetto con la Pausini e sempre divertente la sua hit “Gli omini sessuali”. La sensazione è che Zalone stia sempre a un passo per conquistarsi una promozione a pieni voti che lo collocherebbe nella serie a – la meriterebbe, ne sarebbe capace – ma forse per paura di vincere, o per “troppa umiltà” fa un passo indietro e ricade nel rassicurante girone del triviale, dove potrà sempre contare su un ampio pubblico di sostenitori. D’altronde “siamo circondati dalla volgarità”.





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