Un’Altra Vita: Cesare Bocci commenta il successo della fiction. Ci sarà una seconda stagione

Un’Altra Vita: Cesare Bocci commenta il successo della fiction. Ci sarà una seconda stagione

L’attore invita gli addetti ai lavori a puntare sulla qualità per ottenere risultati


Grandissimo successo per il finale della fiction di Rai 1 Un’altra vita, che nell’ultima serata di martedì 14 ottobre ha bissato la concorrenza raggiungendo il numero record di 8 milioni e mezzo di telespettatori con il 32% di share.

Numeri inimmaginabili di questi tempi per una generalista, visto che in genere a stento si raggiungono i 4/5 milioni di telespettatori con prodotti di buona qualità, ed increduli del grande successo sembrano
essere anche quanti hanno partecipato alle riprese. Cesare Bocci, uno dei protagonisti della fortunata serie, ha così commentato in un’intervista rilasciata ai microfoni di Blogo: “Non ci aspettavamo sinceramente un successo così grande. Eravamo convinti che fosse un
prodotto con una possibilità di prendere un pubblico abbastanza vasto,
soprattutto quello femminile. C’erano tantissimi elementi che ci
facevano quindi pensare potesse avere successo, ma questi numeri sono
veramente alti e siamo davvero felici di essere andati oltre le nostre
aspettative”.

Di qualità nel prodotto appena andato in onda ce n’era davvero tanta,
al punto che l’ufficializzazione della messa in produzione della
seconda stagione è arrivata immediatamente dopo il termine della messa
in onda della prima, anche se, come rivela Cesare Bocci nella stessa
intervista, il sentore che la notizia arrivasse si avvertiva già
durante le riprese: “Per quanto riguarda la seconda stagione, quando
stavamo finendo di girare abbiamo pensato che ci sarebbe stata. Ora ci
è stata data la conferma ed è una cosa giusta”.

Corre poi in difesa del mezzo televisivo, da molti dato per morto ma
che in occasioni come questa rivela tutto il suo potenziale, ed invita
gli addetti ai lavori a fare qualità per ottenere risultati: “Penso
che quando metti elementi giusti poi i frutti si raccolgono. Bisogna
puntare alla qualità e non pensare che la televisione va male. La
televisione va male se è brutto il prodotto. Solitamente si festeggia
per 5 milioni di telespettatori, pensando che possa essere il massimo
da ottenere e invece non è così. La televisione credo debba fare anche
profitto, sotto certi aspetti, e con dei prodotti così si fa”.





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