True Detective La parabola surreale di Matthew McConaughey

True Detective La parabola surreale di Matthew McConaughey

Matthew McConaughey, da belloccio impalpabile del cinema romantico americano a star lodata dalla critica mondiale per True Detective e Dallas Buyers Club, la metamorfosi più assurda degli ultimi 10 anni


True Detective ha definitivamente lanciato l’astro nascente di Matthew McConaughey nel firmamento stellato della Hollywood che conta. Una bella metafora ma che ha anche un riscontro reale, visto che Matthew volerà nello spazio per Christopher Nolan, nel prossimo blockbuster Interstellar. Succede così che un attore per anni bistrattato e ridicolizzato dalla stampa mondiale, sia oggi il più richiesto da grandi registi autoriali e non. L’incredibile parabola di Matthew McConaughey sembra non avere vertice alto.

Se solo 3 anni fa aveste detto al diretto interessato o a qualunque appassionato, che Matthew McConaughey avrebbe vinto un Oscar o un Golden Globe o che avrebbe recitato con alcuni dei più grandi registi americani come Friedkin, Linklater e Scorsese, nessuno ci avrebbe creduto e molti avrebbero riso. Si perchè fino a poco tempo fa McConaughey era il classico bisteccone americano insipido. Bello, affascinante, anche un po’ dannato ma dal talento indecifrabile, sempre invischiato in commediacce dal sicuro incasso e adatte a un pubblico femminile non troppo sveglio.

Era il bersaglio preferito dalla critica e un segnale di pericolo per tutti gli amanti del buon cinema (se c’era lui nel cast, meglio guardare altro). Prima o poi mi sposo, Come farsi lasciare in 10 giorni, Sahara, Tutti pazzi per l’oro, Surfer, Dude sono tutti titoli che certamente non troveranno un posto all’interno della storia del cinema americano. Alla soglia dei 40 anni, il bell Matt si trovava a un bivio. Non poteva più fare il belloccio di turno, anche se lo è ancora e migliora con l’età, per motivi anagrafici e piano piano stava per essere superato dalle nuove leve. Cosa fare allora, scomparire o fare il grande salto?

Così nel 2011, dopo quasi 2 anni di stop, torna al cinema con 3 nuovi film per la svolta. Il primo è The Lincoln Lawyer di Brad Furman, dove la critica inizia ad accorgersi delle sue sfumature attoriali drammatiche. Poi Bernie con Richard Linklater, dove però la scena la ruba il collega e protagonista Jack Black, poi diventa un pazzo e spietato serial killer per William Friedkin (il regista de L’esorcista) in Killer Joe. Qui succede qualcosa di strano. E’ letteralmente un mostro, un campione di bravura e il grande pubblico inizia a guardarlo con occhi diversi.

true detective matthew

Una recitazione spaziale, una parlata e un lavoro sui movimenti, sui gesti da actor’s studio, 10 e lode. Da qui in poi non ne sbaglia più uno. Magic Mike di Steven Soderbergh lo riporta a fare il sex symbol ma in età avanzata, e con gli occhiali da lettura, Mud di Jeff Nichols sancisce il suo feeling con i giovani registi dell’indie americano e poi arriva l’incredibile 2013-2014. In due anni gira True Detective, vince l’Oscar per la sofferta prova in Dallas Buyers Club, dove interpreta un malato di AIDS e per il cui ruolo ha perso circa 30 kili, fa un piccolo ma indimenticabile ruolo in The Wolf of Wall Street di Martin Scorsese, in cui ruba la scena (e la statuetta) a DiCaprio, e poi Interstellar, come già detto.

Al pari di Ben Affleck (altro bisteccone diventato però regista di gran talento, Oscar per Argo) la sua crescita e il suo cambio a carriera in corso sono stati incredibili. Questo ci insegna una lezione preziosa, guai a sottovalutare gli attori che non fanno magari grandi film, magari saranno le stelle di domani. Ricordatevi sempre “il giusto contesto, rende tutto migliore”.

Leggi anche:
True Detective – I più bei poster realizzati dai fan
Chi saranno i protagonisti di True Detective 2?
Insegno e Giannini: doppiatori di True Detective su Sky Atlantic
Speciale True Detective: trama, cast, anticipazioni





COMMENTI

Lascia una risposta


Vedi tutto