TgCom, una macchina da guerra

TgCom, una macchina da guerra

Una macchina da guerra. TgCom, tra sito internet e tv (canale 51 del digitale terrestre) fa la parte del leone….


Una macchina da guerra. TgCom, tra sito internet e tv (canale 51 del digitale terrestre) fa la parte del leone. E questo non è che dispiaccia alla luce di una concorrenza – peraltro necessaria – tra le all news. I dati, per la televisione, ci sono ma ogni confronto è rimandato a quando il canale potrà essere stabilizzato mentre quelli del sito sono davvero incoraggianti. Se si toglie il sabato e la domenica, quando tutti i siti hanno un calo fisiologico – quasi un crollo – i rimanenti cinque giorni hanno cifre a sei numeri e anche a sette. Dunque milioni di visitatori che divorano quelle pagine navigando tra politica, economia, cronaca e tanto gossip.

Forse è stato proprio il traboccante sito a suggerire che era il momento di passare anche alla televisione. E anche qui le cose sono state fatte bene. Oltre cento giornalisti (vi sono giornali che tirano avanti con un corpo redazionale di 15 – 20 tra cronisti e fotografi) e volti che via via che trascorrono i giorni diventano meno impacciati e “sparano” a raffica notizie corredate da servizi filmati, corrispondenze, puntualizzazioni. Anche lo studio centrale è una fucina sempre attiva dove si ascoltano i pareri dei numerosi ospiti. “Testimoni” della vita reale che si alternano per completezza delle informazioni. E – pubblicità a parte, senza dubbio eccessiva – si può dire che la macchina è ben oliata. Mario Giordano, direttore della testata, sarà soddisfatto di come stanno andando le cose.

L’unica perplessità riguarda i filtri – ammesso che ce ne siano -. Difficile pensare che una notizia negativa che riguarda l’editore possa passare senza colpo ferire. E l’avvicinarsi alla campagna elettorale quasi certamente porterà a qualche cambiamento.

Oggi, col governo Monti, tutto appare asetticamente indipendente. Sarà sempre così. Se continuerà, allora si potrà dar prova dell’indipendenza e libertà dei giornalisti. Altrimenti…





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