Tg1. Minzolini prepara i bagagli? Sì, no, forse

Tg1. Minzolini prepara i bagagli? Sì, no, forse

Pare che nei corridoi di Sax Rubra in questi giorni sia tutto uno strano traffico di pizze, caffè e strette…


Pare che nei corridoi di Sax Rubra in questi giorni sia tutto uno strano traffico di pizze, caffè e strette di mano. Scommesse in corso, “margherita” e birra a Trastevere se Augusto Minzolini riesce a mantenere la direzione del TG1 perché, sì, visto la maretta che agita i consiglieri di amministrazione nulla, in queste ore, è dato per scontato.

Rinviato a giudizio per peculato, con l’accusa di aver abusato della carta di credito aziendale (65mila euro lo sforo) il direttore del peggior TG1 d’ogni tempo – questo dicono i dati d’ascolto – potrebbe rimanere dove si trova, nonostante le indicazioni del direttore generale Lorenza Lei, che vorrebbe al suo posto un interim del responsabile della testata giornalistica regionale Alberto Maccari, area PDL. Minzolini verrebbe così liquidato.     E mentre il presidente Umberto Garimberti minaccia dimissioni se il cda di domani non dovesse risolversi a cambiare incarico a Minzolini, i nove consiglieri cui tocca decidere esprimono posizioni quanto mai differenti.

Tre nomi legati alla ex maggioranza parlamentare sicuramente voteranno pro Minzolini, e questo era scontato, due della maggioranza potrebbero invece optare per la soluzione Lei. Il problema arriva dall’area Pc – Udc, dove tra l’altro si richiede il nome di una personalità che possa dare autorevolezza, credibilità, stabilità al TG, e un direttore ad interim questo non potrebbe assicurarlo. Domani la sentenza.

In questi ultimi tre anni, i tg serali delle tv generaliste hanno perso 800mila spettatori. Tanti, ma comunque meno delle reti (parliamo sempre delle generaliste) nel loro complesso. Ogni sera sono in media 21milioni gli italiani che guardano un tg sui canali Rai, Mediaset o su La7. Insomma, questi continuano a rappresentare un momento fondamentale sia per il consumo televisivo si per l’informazione di ampia fruibilità. Ed è per questo che dal cda della tv di Stato ci si aspetterebbe una scelta che guardasse come prima cosa al rispetto dovuto al pubblico. E’ chiedere troppo?





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