Televisione. Sugo, il piatto cool formato Paolini e Freccero

Televisione. Sugo, il piatto cool formato Paolini e Freccero

L’offerta televisiva cresce di giorno in giorno. O meglio, si moltiplicano le modalità di fruizione di quella scatola magica chiamata…


L’offerta televisiva cresce di giorno in giorno. O meglio, si moltiplicano le modalità di fruizione di quella scatola magica chiamata televisione. Una televisione generalista, Rai e Mediaset per intenderci, senza dimenticare la nicchia di La7; il satellite e quindi Sky e poi il digitale terrestre che sta comprendo, o quantomeno sta provando a coprire, il territorio nazionale, con la sua offerta free e pay.

Il divario nei contenuti, e soprattutto nei linguaggi si fa sempre più evidente e la spaccatura del pubblico è destinata a crescere. “Sugo – 60 minuti di gusto e disgusto “, programma nato lo scorso anno dalle menti di Gregorio Paolini (uno che di tv generalista ne ha inventata e scritta in dosi massicce, da Verissimo, Target, a Ciro il figlio di Target, arrivando dalla scuola di Antonio Ricci a Drive In, fino ai recenti Tutti pazzi per la tele) e Carlo Freccero (attuale direttore di Rai4, con significative e discusse esperienze sia in Mediaset sia in Rai) coniuga il vecchio e il nuovo facendo il verso alle nuove tecnologie, giocando con parodie, intuizioni, sarcasmo e assoluto cinismo.

Abbiamo rubato il sangue dei media e siamo tornati”  così recita lo slogan di Sugo – che nelle volontà dei suoi creatori vuole essere un viaggio provocatorio in quella terra di mezzo tra internet e tv. A condurre i telespettatori in questo viaggio talvolta psichedelico la vj Carolina Di Domenico: il luogo da cui tutto ciò parte (inviati e servizi) è una toilette. Sì un bagno rosso e bianco è lo studio di Sugo, e proprio in quel bagno, per restare –provocatoriamente- ancorati alla realtà nazionalpopolare degli ultimi tempi, due transessuali parlano del passaggio al digitale terrestre. Sugo ha il pregio di indagare i fenomeni mediatici (solo nella prima puntata – Veline e Velinismo dall’Italia alla Cina – e una giornata con Fabrizio Corona, testimonial di un negozio romano) con quel cinismo esaltato da un sapiente uso del mezzo televisivo.

D’altro canto il voler essere totalmente dissacranti genera anche dei miti sulla rete, rete di cui ci si ciba. Quotidianamente. Digitate “Davide Flop Tv” su un qualsiasi motore di ricerca. Vedrete cosa accade. (Erika Brenna)





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