Tea Falco: “La dizione nel cinema non è necessaria”

Tea Falco: “La dizione nel cinema non è necessaria”

Dopo aver postato un video auto ironico sul suo accento l’attrice catanese torna alla ribalta scagliandosi sulla dizione in un lungo post su Facebook.


Da quando il suo nome è diventato famoso grazie alla serie televisiva 1992 con Stefano Accorsi e Miriam Leone l’attrice catanese Tea Falco ha ricevuto notevoli critiche e insulti per il suo modo di parlare che, di certo, ha reso la sua recitazione diversa da quella dei suoi colleghi. L’attrice, comunque, nonostante le pesanti parole espresse sul suo accento ha sempre preso il tutto con estrema autoironia. Da quando Lucia Ocone l’ha imitata perfettamente a Quelli Che alla pubblicazione di un video molto divertente pubblicato sui social network direttamente da Tea Falco in cui si prendeva in giro per la sua parlata decisamente insolita.

Recentemente l’attrice ha invece pubblicato un altro video e questa volta sulla sua pagina ufficiale di Facebook che farà sicuramente molto discutere. All’interno della clip, molto breve, la Falco precisa di essersi svegliata con una perfetta dizione ma proprio per questo motivo di sentirsi da quel momento in poi totalmente priva di personalità. Nella didascalia del post si trovano tutte le spiegazioni di questa clip che in pochi secondi si scaglia contro la recitazione di cinema e teatro.

Secondo Tea Falco, infatti, esibirsi su un palcoscenico di fronte a un numero notevole di persone richiede per forza di cose di parlare con una voce chiara e che possa essere compresa da tutti. Al contrario recitare in un set televisivo secondo lei significa calarsi a pieno nei panni del proprio personaggio. Imparare la dizione nel cinema per l’attrice è proprio per questo motivo inutile ed è così che la condanna e per spiegare le sue ragioni porta alla luce il fatto secondo cui in America gli attori imparano a fondo l’accento del personaggio per poter assimilare il suo vissuto.

L’attrice parla di empatia e di senso della vita e questa volta non usa l’arma dell’autoironia per schierarsi contro coloro che l’hanno precedentemente accusata per il suo accento. Secondo lei infatti questo aspetto è parte integrante di un personaggio e proprio per questo non dovrebbe essere criticato né accusato.





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