Social Eating, quando il gap generazionale passa anche dalla tavola

Social Eating, quando il gap generazionale passa anche dalla tavola

Un’indagine condotta da JUST EAT ha messo in luce le abitudini alimentari degli italiani (SOCIAL EATING) in relazione alle distinte fasce d’età


Un’indagine condotta da JUST EAT ha messo in luce quelle che sono le abitudini alimentari degli italiani, riscontrando le analogie e le differenze delle diverse generazioni messe a confronto. Un dato che sembra accomunare sia gli studenti che gli adulti di età compresa tra i 35 e i 44 anni è il ricorso, crescente, alla consegna a domicilio in caso di eventi conviviali.

L’indagine ha infatti evidenziato che l’app per ordinare online pranzo e cena a domicilio, il social eating, rappresenta un vero e proprio trend tra i giovani al di sotto dei 34 anni, con il 67% che dichiara di pranzare o cenare con gli amici almeno una volta alla settimana. Tale percentuale sale al 74% se si prende in considerazione un campione composto del tutto da studenti. I risultati, mostrati di seguito in una curiosa infografica, mostrano maggiore propensione alla convivialità in chi frequenta le scuole e l’università: il 15% degli studenti mangia in compagnia ogni giorno, contro il solo 2% degli over 35. Il 47% degli adulti siede a tavola con gli amici almeno una volta a settimana.

mangiare

Sembra che, sia per studenti che per over 35, il social eating si concentri il sabato, rispettivamente nel 70% e nel 72% degli intervistati in ciascuna delle due categorie. Gli studenti però non rinunciano ai pasti in compagnia nemmeno durante la settimana, principalmente di giovedì e di mercoledì (entrambi al 24%), scelti solo dall’11% degli over 35. A creare occasione di convivialità sono spesso eventi sportivi, scelti dal 24% degli studenti e dal 18 % degli over 35. Seguono i film in prima visione e le serie TV di successo, scelti dal 19% degli universitari, contro l’8% degli over 35.

L’indagine di JUST EAT in tema di social eating ha fatto emergere anche il prevalere della consegna a domicilio sulla tradizionale spesa al supermercato. Se il carrello della spesa viene riempito nel 66% dei casi, il 69% ordina il pranzo o la cena per farselo poi recapitare a casa. Tale soluzione è apprezzata anche dagli over 35 (58%), anche se prevale la spesa al negozio di fiducia (67%). Per quanto riguarda il menu, stranamente la pizza viene scelta dal 38% degli studenti e dal 30% degli over 35 . Circa il 46% degli studenti e quasi il 54% degli over 35 ama variare, sperimentando cibi diversi ogni volta.

Nicolò Grosoli, Marketing Manager di JUST EAT Italia, ha dichiarato:

“Per gli italiani mangiare non è solo un bisogno necessario, ma un vero e proprio piacere che, se condiviso e vissuto in compagnia, risulta ancora più appagante. Studiando il fenomeno del social eating, JUST EAT ha voluto conoscere meglio i consumatori e le loro abitudini per poter meglio soddisfare le loro esigenze: gli studenti, in particolare, rappresentano una nuova generazione sempre più esigente, informata e sempre connessa, che trova in JUST EAT la risposta ideale al consueto panico da frigo vuoto e alla loro voglia sperimentare nuove cucine per qualsiasi occasione di convivialità.”

Ricordiamo che il Gruppo JUST EAT (www.just-eat.com), fondato nel 2001 in Danimarca, ha oggi sede centrale a Londra e opera in 13 paesi in tutto il mondo, contribuendo al mercato della ristorazione generando un giro d’affari annuale di un miliardo di sterline. Al momento sono 40.800 i ristoranti affiliati a JUST EAT, garantendo così un efficace sistema di ordinazione online. Il brand si è aggiudicato molteplici riconoscimenti di marketing, compreso il SABRE award 2013 per la migliore attività di Guerrilla Marketing.

Simona Vitale





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