Scream Queens, recensione in anteprima della serie tv di Ryan Murphy

Scream Queens, recensione in anteprima della serie tv di Ryan Murphy

Debutta questa sera su FOX America il teen/horror più chiacchierato della stagione. Fra urla disumane, battute al fulmicotone e clichè latenti, la serie di Ryan Murphy è già un cult senza precedenti. Di seguito il commento al pilot.


Ryan Murphy compie un vero miracolo, ovvero giocare con tutti i clichè del genere horror e teen, sviluppando una tra le serie più anticonvenzionali e citazioniste della tv. Così si riassume Scream Queens, nuova produzione americana che da stasera debutta su FOX. Il pilot lungo ben 90 minuti (racchiude in sé in realtà i primi due episodi dello show), delinea tutte le caratteristiche necessarie e sufficienti per il successo della serie tv. In fase di sviluppo da oltre un anno, Scream Queens si presenta come una fra le novità più esaltanti della stagione, una serie tv che fa brillare il genio anticonformista di Ryan Murphy un po’ appannato negli ultimi anni.

Le Scream Queens del titolo sono un gruppo di ragazze che frequentano una delle confraternite più ambite di un anonimo college americano. Sobillate da Chanel (Emma Roberts) la quale trasforma questa confraternita nel suo harem di bellezza, le nuove arrivate si troveranno immischiate in una lunga scia di inganni, omicidi e torbidi segreti, proprio quando il campus viene sconvolto da una serie di sanguinolenti omicidi. Tutto sarebbe legato ad un altro omicidio – saggiamente nascosto – avvenuto venti anni prima fra le stanze della confraternita. Oltre alla già citata Emma Roberts, il cast brulica di stelle della cultura pop moderna come Lea Michele, Ariana Grande, Nick Jonas, Diego Boneta senza dimenticare l’affascinate Jamie Lee Cutis che, proprio grazie a questa serie tv, debutta ufficialmente nel panorama televisivo statunitense.

Trash, fracassone, surreale, gayo ed assulutamente folle, la bellezza di Scream Queens la si trova in queste 5 caratteristiche, che descrivono nella loro interezza i punti forti (ma anche quelli deboli) della serie di Murphy; è uno show giovane scritto per i giovani perché parla ad una generazione schiava dei social, attenta alle mode del momento e totalmente incurante del proprio futuro. Fra una risata graffiante ed una scia di sangue, Ryan Murphy non fa altro che fotografare – in maniera anche piuttosto realistica – i tanti vizi e le poche virtù dei poco più che ventenni di oggi. Scream Queens infatti oltre a citare ed a prendere in giro la fenomenologia horror degli anni ‘80/90, è un crudo e dissacrante affresco socio/culturale, dove a predominare è l’ignoranza e la voglia di apparire. Tutti i personaggi, dall’ignobile Chanel al sexy rettore dell’università, hanno un ruolo ben preciso nel racconto, perché l’intento non è scoprire chi ci sia dietro la maschera dell’assasino o quale sia il segreto più oscuro che nasconde la confraternita, ma è conoscere fin dove si può spingere una generazioine di decelebrati in un mondo in continua evoluzione ed alla ricerca di se stesso.

Scream Queens quindi convince non solo per questo sottotesto di una brutalità disarmante, ma colpisce per anche per un’ironia latente, un cast omogineo ed all’altezza delle aspettative, un’atmosfera patinata e glitterata e per una colonna sonora che rispolvera molte hit del passato che sicuramente ora torneranno in auge. Ryan Murphy quindi sforma un’altra serie da tenere d’occhio che piace fin dal suo incipit. Il primo teen/horror antologico è dunque realtà e se le premesse mantenute dal pilot rimarranno tali anche per il resto degli episodi, sicuramente Scream Queens sarà una tra le serie più invitanti della stagione.

In un panorama seriale che ultimamente non sta brillando come dovrebbe, serie come questa sono un vero e proprio toccasana. Adatta ad uno spettatore a cui piace ridere con intelligenza ed è in cerca di un prodotto sui generis.

Di Carlo Lanna





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