Robin Williams, cosa è successo nelle ore precedenti al suicidio

Robin Williams, cosa è successo nelle ore precedenti al suicidio

L’attore Robin Williams ha sofferto di disturbi paranoici nelle ore precedenti al suo suicidio, ecco le possibili cause


Robin Williams ha trascorso gli ultimi giorni della sua vita in preda ad uno stato di frenesia paranoica e con la perenne paura che qualcuno volesse fargli del male. L’attore, morto a 63 anni, aveva sofferto anche episodi di insonnia e ansia prima della sua morte, trascorrendo le sue ultime 24 ore a cercare online dei farmaci essendo convinto di essere gravemente malato. L’esame post-mortem ha poi rivelato che Robin Williams era affetto dalla demenza di Lewy – una malattia non diagnosticata che potrebbe essere stata la causa principale del suo comportamento bizzarro.

La sua morte è stata pronunciata come conseguenza del suicidio e secondo il rapporto post mortem, Williams ha trascorso la sua ultima notte nella sua casa californiana con la moglie Susan Schneider. LBD è una comune forma di demenza – che colpisce circa 1,3 milioni di persone negli Stati Uniti. La malattia è causata da depositi microscopici anormali che danneggiano le cellule cerebrali nel tempo. La malattia prende il nome da Frederick H. Lewy – il neurologo che ha scoperto le anomalie del cervello durante i primi anni del 1900. Condivide dei sintomi con la malattia di Parkinson, per cui nei malati possono verificarsi problemi di controllo del movimento. Le persone colpite possono soffrire anche di allucinazioni visive, che generalmente prendono la forma di oggetti, persone o animali fantasma.

La malattia è anche legata alla malattia di Alzheimer in quanto è più comune nelle persone di età superiore ai 65 anni e le persone colpite spesso soffrono di confusione e perdita di memoria. Quando il corpo di Robin Williams è stato trovato privo di vita, è stata rinvenuta anche una bottiglia di quetiapina, un potente farmaco usato per il trattamento della schizofrenia e del disturbo bipolare. Tale farmaco era stato prescritto una settimana prima del suo suicidio, suggerendo che i suoi sintomi possono essere cambiati prima della sua morte. I campioni di sangue prelevati dopo la sua morte hanno dimostrato che Williams era pulito, non aveva assunto la cocaina o alcool nelle ultime 24 ore della sua vita.

In una dichiarazione rilasciata poco dopo la morte del marito, Susan Schneider ha detto che il marito Robin Williams era alle prese con la depressione, l’ansia e la diagnosi di Parkinson quando è morto.Rapporti tossicologici hanno mostrato c’era levodopa nel suo corpo, farmaco che viene usato per trattare il morbo di Parkinson.  La malattia è una malattia progressiva del sistema nervoso che colpisce il movimento. Si sviluppa gradualmente, talvolta iniziando con un piccolo tremore alla mano. Il disturbo provoca comunemente anche rigidità o il rallentamento del movimento.

L’attore Michael J. Fox, amico di lunga data di Williams, è ben noto per il suo impegno volto a  finanziare la ricerca per trovare una cura. Aveva appena 29 anni quando gli fu diagnosticata la malattia.

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Simona Vitale





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