Ricordare Sarajevo con il libro di Chiara Ingrao

Ricordare Sarajevo con il libro di Chiara Ingrao

A vent’anni dall’inizio dell’assedio di Sarajevo (Aprile 1992) torna in libreria per Dalai editore Il resto è silenzio, di Chiara…


A vent’anni dall’inizio dell’assedio di Sarajevo (Aprile 1992) torna in libreria per Dalai editore Il resto è silenzio, di Chiara Ingrao.
Lo sguardo del romanzo sulla tragedia bosniaca è molto diverso da quello di altri prodotti letterari e cinematografici. Non rifugge dalla dimensione tragica, di cui accentua l’universalità con il riferimento alla tragedia greca; ma nello sguardo sulla tragedia rifiuta l’insistenza un po’ voyeristica sull’orrore, per concentrarsi invece sull’esperienza umana, nella guerra e nella fuga dalla guerra. Per farlo, sceglie un’insieme di personaggi femminili: tre coppie di sorelle, a Roma, a Sarajevo e nella Tebe del mito di Antigone, ciascuna con un proprio diverso modo di misurarsi con i dilemmi e le contraddizioni del conflitto, delle appartenenze, dell’accoglienza. È proprio il tema dell’accoglienza (la scelta di Sara di ospitare Musnida e le reazioni sue e del suo ambiente alla presenza della «profuga») a rendere particolarmente attuale Il resto è silenzio, in un’Italia che continua a vivere ogni afflusso di profughi come invasione di barbari, che ha respinto in mare i fuggiaschi dalla Libia e lascia ogni giorno insepolti nel Mediterraneo migliaia di «clandestini», in una rinnovata versione dell’editto di Creonte cui Antigone si ribellò.

In quest’ottica, non dimenticare Sarajevo significa prima di tutto riflettere noi stessi, su cosa siamo e cosa vogliamo essere, sulla necessità di fermare il virus dell’odio etnico e del rifiuto dell’Altro prima che sia troppo tardi. Mentre altre storie, e la maggioranza dei resoconti giornalistici, hanno raccontato il conflitto degli anni Novanta come «barbarie balcanica» arcaica e incomprensibile, Il resto è silenzio la rimette al centro come vicenda che tocca direttamente l’identità europea, di ieri e di oggi, e soprattutto del futuro.





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