Rai2 ? Meglio leggere la Divina Commedia

Rai2 ? Meglio leggere la Divina Commedia

La Rete Due nasce nei primi anni Sessanta, tenuta a battesimo da una trasmissione di storia che parlava della Seconda…


La Rete Due nasce nei primi anni Sessanta, tenuta a battesimo da una trasmissione di storia che parlava della Seconda Guerra mondiale. Gli anni migliori, per programmazione e creatività sono stati quelli che videro direttore Massimo Fichera (’75 –’80), con lui nacquero Renzo Arbore, Osvaldo Bevilacqua e tanti altri.  Un’altra mirabile direzione fu quella di Carlo Freccero (’95 – 01) che riuscì a coniugare innovazione e tradizione, indimenticabile, Sciuscià di Michele Santoro.

A lui si deve anche la nascita di programmi come Quelli che il calcio e Stracult. Un passo indietro: nei primi anni Novanta, grazie alla direzione di Giovanni Minoli, andrà in onda una pietra miliare della storia della Rai, Quelli della notte di Renzo Arbore che raddoppiò, l’anno dopo, con un altro capolavoro televisivo: Indietro Tutta. Nel 2002 la direzione di Rai 2 passa al leghista Antonio Marano che, come da copione, si disfa di Santoro (parliamo di Sciuscià, sostituito dal programma di Antonio Socci) e porta sulla rete l’Isola dei famosi e tante serie americane.  Gli ascolti premieranno entrambe le scelte, altra cosa, certo, sono la qualità e il reale gradimento del pubblico.

Delle serie tv americane, oggi Rai 2 non avrebbe proprio bisogno considerando che esiste una rete intera, Rai 4  (diretta dal bravissimo Freccero), che trasmette tutti i giorni il meglio che possa esistere sul mercato in tale materia. Ma soprattutto dei reality faremmo volentieri a meno e soprattutto dell’Isola dei famosi, un programma forse  buono per SKY ma molto, tanto lontano, dalla missione di servizio pubblico a cui la Rai dovrebbe essere votata. Uno spettacolo deteriore, fatto di personaggi ridotti a “viver come bruti” su un’ isola …

All’oggi il nuovo direttore di Rai 2 è Pasquale d ‘Alessandro, con il suo forte accento calabrese, sponsorizzato sempre  da Marano e ben visto da Lega e centro destra, punta ancora  sull’Isola dei famosi per sostenere una rete che dovrebbe portare, come sua storia vuole: innovazione  e cultura. Una rete che dovrebbe rivolgersi alle nuove generazioni ma che sin dal mattino propone gli ormai usurati e trapassati programmi di Michele Guardì.

Marano, che sembra non aver mai veramente lasciato Rai2 difende D’Alessandro dicendo che ha un budget dimezzato rispetto a quello che aveva lui quando era direttore di rete. Come se le idee avessero un prezzo. Il talento, le belle idee e la qualità non si comprano, non hanno prezzo e bastano a fare la storia, soprattutto quella della televisione. Pasquale D”Alessandro, il direttore con il cuore a destra e il crocifisso a sinistra, esibito sulla scrivania sopra ad una vecchia ed usurata copia della prima delle tre cantiche della Divina Commedia,  punta tutto su serie tv americane e  su Vladimir Luxuria, inviata alle Honduras, che col nome che s’è scelta  potremmo già collocare nel Quinto Canto dell’Inferno. Però, non sarebbe male un format dove i famosi scelgano un canto della Divina commedia adatto alle loro passioni terrene …, potrebbe  essere divertente, purché si sappia leggere Dante.

Ma, come se ne avessimo ancora bisogno il dantista direttore di Rai 2, ci riproporrà in autunno, manco a dirlo, ancora  un talent show, The Voice, ideato da John De Mol, l’uomo che ha partorito un altro orrore: il Grande Fratello. A John De Mol bisognerebbe regalare una copia della Divina Commedia così che possa avere una vaga idea di cosa siano veramente l’immaginazione, le idee e l’invenzione.

Ci risiamo: ancora con la televisione di talentuosi ragazzi canterini che si sfidano e ragazzi deficienti spiati dentro una casa. Insomma, verrebbe da urlare un grande BASTA !!! Amici, X Factor, Star Accademy, non ci sono bastati, bisogna rincarare la dose. Un vero Inferno, ma purtroppo non quello dantesco, che è meraviglioso, immaginifico, straordinario.  Segnali di decadenza e per fortuna che c’e’ un “format” inossidabile che recita : “… fatti non foste a viver come bruti ma per seguir  virtute e canoscenza“. Che non abbia ragione D’Alessandro: meglio leggere Dante che guardare Rai 2!

 





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