Rai fiction, si gira “Cesare Mori: il prefetto di ferro”

Rai fiction, si gira “Cesare Mori: il prefetto di ferro”

L’ha preannunciato all’agenzia Ansa il produttore Giorgio Schöttler della Artis: nel finale del film tv “Cesare Mori: il prefetto di…


L’ha preannunciato all’agenzia Ansa il produttore Giorgio Schöttler della Artis: nel finale del film tv “Cesare Mori: il prefetto di ferro” gli spettatori si troveranno di fronte un “salto” storico di alcuni decenni, dal ventennio fascista sino al 23 maggio 1992 e alla strage di Capaci costata la vita al giudice Giovanni Falcone, a sua moglie e a tre agenti della scorta.

 

Saranno le immagini dell'”attintatuni”, come viene definito in dialetto l’eccidio, a chiudere la pellicola diretta da Gianni Lepre il cui primo ciak è stato effettuato nel Salento qualche settimana fa. La mini serie si avvale del sostegno e del contributo di “Apulia Film Commission”. Le riprese, che dureranno otto settimane per concludersi a dicembre, si divideranno tra Lecce, Nardò (dal chiostro dei Carmelitani al vecchio carcere), Maglie e altre location. A indossare i panni del commissario, in questa mini serie coprodotta da Rai Fiction, sarà l’attore svizzero Vincent Perez. Gli altri interpreti principali sono Gabriella Pession, Anna Foglietta e Adolfo Margiotta (nella foto di testa).

Cesare Mori

 

La vicenda è ambientata nella Sicilia d’inizio Novecento. Mori a Gangi, allora considerato paese roccaforte di numerosi gruppi di delinquenti, guida una squadra speciale della polizia che combatte con qualsiasi mezzo le bande di malavitosi, composte soprattutto da mafiosi latitanti, che imperversano nella regione all’insegna della violenza. Saccheggi, distruzioni e morte sono all’ordine del giorno. Ma la sua azione incisiva, compreso un rastrellamento casa per casa, lo porta ben presto a ottenere una certa notorietà e fama (di personaggio scomodo) tra colleghi e politici.

Accanto a sé ha la moglie Angelina, una donna dal carattere fragile e tormentato, ma comunque capace di sostenerlo nella sua lotta contro la criminalità, e il piccolo Saro, il loro amatissimo figlio adottivo. E’ con loro che l’investigatore riesce a esprimere il suo lato più affettuoso e generoso. I brillanti risultati contro il brigantaggio, utilizzando metodi decisi e inflessibili, lo portano a diventare prefetto di Palermo. E’ il 1924 e la nomina arriva direttamente da Benito Mussolini che gli concede poteri straordinari.

Potrà così attuare, da quel momento, una dura repressione. Nel mirino i banditi e lo strapotere delle cosche di “Cosa nostra”. Un obiettivo che perseguirà fino al 1929 quando sarà collocato a riposo e successivamente chiamato a far parte del Senato del Regno. La sua “ricetta” per vincere la mafia assegnava grande importanza anche all’appoggio della popolazione, al combattere l’omertà e alle condanne, con pene esemplari, dei malfattori. L’unico modo – sosteneva – per sconfiggere il clima d’impunità. Come raccontato anche dal film del 1977 “Il prefetto di ferro” in cui il regista Pasquale Squitieri diresse Giuliano Gemma e Claudia Cardinale con colonna sonora di Ennio Morricone. (Marco Fornara)

Scene dal film del ’77

https://www.youtube.com/watch?v=K1W2hsGf9LU





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