Raffaella Carrà: “Ho rifiutato X Factor perché…”

Raffaella Carrà: “Ho rifiutato X Factor perché…”

Sapete perché The Voice è meglio di X Factor? Ve lo spiega Raffaella Carrà.


Raffaella Carrà è tornata in televisione e per farlo ha deciso di fare un colpaccio: essere giudice di un talent interazionale qual è The Voice, un talent che nel mondo ha un successo incredibile, un talent che regala una visibilità costante. Perché Raffaella Carrà ha deciso di tornare in tv e perché ha scelto proprio The Voice, lo ha spiegato a Chiambretti durante un’intervista su Radio2 Rai.

“La tv è molto cambiata con l’arrivo dei format. Il mio primo format è stato Carramba che però abbiamo completamente rivoluzionato facendone uno spettacolo di 2 ore e mezzo rispetto ai 50 minuti del format inglese. Con The Voice invece è diverso,  non si può cambiare nulla del formato originale tranne lo spirito dei coach, che sono molto più scherzosi e aperti rispetto a quelli inglesi. Ma la vera rivoluzione sta nel ritmo del montaggio di alcune puntate, soprattutto quando sono registrate, ti danno quel pathos, quella velocità che, onestamente, trovare in un programma nuovo, fatto dal vivo, ci vorrebbe molto lavoro e la televisione ti dà poco tempo”.

Invece, in un’intervista a Chi, la conduttrice, ormai entrata nel ruolo di giudice racconta:

“Ho impiegato tempo prima di decidere, volevo qualcosa di diverso, di positivo ed eccitante allo stesso tempo: l’ho trovato in The Voice e mi ci sono tuffata. Più sei avanti con la carriera e più temi di sbagliare ma il mio intuito mi ha fatto dire ‘sì’ (come ‘l’uomo del Monte’) e ne sono contenta. Ho scelto di tornare in tv con un programma diverso per me, corale, non mi sento ‘la mattatrice’, ma ben inserita con i miei ‘complici’ e sono felice dei risultati”.

E infine racconta anche perché ha preferito The Voice a X Factor. Qual è la differenza tra i due talent?

“Non ho voluto fare X Factor perché odio i programmi dove si discute, io odio litigare nella vita figuriamoci in tv, noi abbiamo rispetto per i ragazzi che si presentano, li trattiamo con gentilezza ed educazione”.

 

(b.p.)





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