Quello che (non) ho su La7: Fabio Fazio, Roberto Saviano e le parole [VIDEO]

Quello che (non) ho su La7: Fabio Fazio, Roberto Saviano e le parole [VIDEO]

Il 14 maggio comincerà “Quello che (non) ho” la nuova trasmissione che vedrà Roberto Saviano in veste di protagonista. Ecco le anticipazioni


Quello che (non) ho sarà la nuova trasmissione di La7 firmata da Fabio Fazio e Roberto Saviano.

Quello che (non) ho sarà una “vetrina” per tutti i telespettatori da casa che vorranno dire la loro.

Quello che (non) ho sarà un inedito passaggio di Fabio Fazio dalla Rai al competitor La7.

Quello che (non) ho sarà il tanto atteso ritorno in televisione di Roberto Saviano, idolo delle folle, eroe nazionale.

E proprio Roberto Saviano sulle pagine di Sette, rilascia un’intervista in cui anticipa i temi della prima puntata che (come vi avevamo già annunciato QUI) andrà in onda il 14 maggio: il primo monologo di Saviano sarà dedicato ai suicidi nel Nord-est

“Molti giornali preferiscano il gossip alla vera inchiesta. Vado nelle scuole di giornalismo, trovo ragazzi che saranno missionari dell’inchiesta, ma molti altri che preferiscono seguire le ‘celebrity’. Quando chiedevo rispetto per la privacy, passavo quasi per berlusconiano. E invece puoi raccontare storie piene di dolore e di umanità, come hanno fatto Hertha Mueller e Varlam Shalamov, scavando in fondo all’animo umano ma senza perdere il rispetto per gli altri, senza sentirti più puro o migliore”

Buffo che le parole di Roberto Saviano arrivino puntuali come un orologio svizzero proprio in questo periodo in cui del gossip sembra quasi non poterne fare a meno, in questo periodo in cui anche il nonno di Emma Marrone ha qualcosa da dire su Belen e Stefano De Martino.

Ma prescindendo da questo, cos’altro anticipa Roberto Saviano?

“Sta passando l’idea, ma ci si guarda bene dal dirlo chiaramente che l’antidoto alla crisi sia la criminalità organizzata: così le mafie di tutto il mondo, quella turca, bulgara, kosovara, italiana si stanno mangiando la Grecia, già ne controllano il turismo, i trasporti. E invece l’antidoto alla crisi è la capacità che le persone hanno di poter resistere. Per questo abbiamo deciso di raccontare la dignità delle piccole e medie imprese, di chi le gestisce, di chi le ha gestite e non ce l’ha fatta, di chi combatte per non soccombere e per tener saldo il tessuto economico del nostro paese”

E lo scrittore chiude lasciandoci un pizzico di ottimismo:

“Oggi tutte le strade sono insicure. Ma è proprio per questo che ora possiamo scorgere forse più chiaramente di prima le strade del desiderio, della gioia, del sogno”

 





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