Promossi e bocciati. Settimana in tv

Promossi e bocciati. Settimana in tv

Speciale Superquark racconta i suoi 30 anni e così racconta noi  In Piero Angela è un enciclopedico narratore: ha insegnato…


Speciale Superquark racconta i suoi 30 anni e così racconta noi  In

Piero Angela è un enciclopedico narratore: ha insegnato a generazioni intere di bambini e adolescenti i rudimenti delle scienze, della tecnologia e lo ha fatto sempre con approccio scientifico e linguaggio semplice e diretto. La puntata dello scorso lunedì era ben riuscita per due motivi: il primo perché in due ore si raccontava come in trent’anni la teconologia sia cambiata e abbia modificato le nostre vite (oggi non sapremmo farne a meno, ndr). Il secondo invece è da rintracciarsi nella capacità di andare a toccare il pulsante della “nostalgia” del telespettatore. A quanti di noi non piace guardarsi ogni tanto indietro e dire “Ti ricordi quando…?”; inoltre la costruzione con frammenti di backstage e di puntate storiche di Superquark smuoveva il meccanismo emotivo del “mi ricordo quando…”. Sicuramente Angela e Superquark sono un patrimonio del Servizio Pubblico, ma anche della nostra cultura e una puntata così lo dimostrano.

Kalispera Out

Il programma di Alfonso Signorini proprio non decolla: la prima serata, come direbbero gli americani, “is not his cup of tea”, ovvero non fa per lui. La “contemporaneità”, la gaiezza, la freschezza della passata stagione si perdono in una sfilata di ospiti, “protagonisti” poco convincenti e mal assortiti. E’ una televisione vecchia quella di Kalispera, a differenza dello scorso anno in cui dal punto di vista della scrittura (a metà tra il Maurizio Costanzo Show e la sit – com) correva veloce, era ammiccante e “smart”. Quest’anno porta sulle spalle la pesantezza di un momento socio-politico molto complesso e faticoso (è passato un anno, ma è come ne fossero passati dieci) facendo però finta di non essersene accorta. Inoltre non dimentichiamo che Kalispera è stato anche il luogo in cui lo scorso anno fu intervistata in esclusiva “Ruby Rubacuori” – che a moltissimi era suonata come un’operazione propaganda a tutto tondo -: insomma forse la commistione politica-intrattenimento-gossip, in clima di Governo Monti e austerity, non piace più. E Signorini ne è visto come l’emblema.

Vengo anch’io – Enzo Jannacci- In

La serata speciale dedicata al cantautore milanese Enzo Jannacci innanzitutto è una grande idea: Jannacci – genio della parola e della canzone, conosciuto prevalentemente al Nord, ha una carriera divisa tra la professione medica e la musica- è un bene prezioso di questo Paese che vale la pena di fare conoscere in un contesto registicamente bello, ma allo stesso familiare come Che tempo che fa sa essere. Emozione, musica, professionalità e tanti colleghi lo hanno celebrato giocando e cantando con le parole delle sue canzoni. Televisivamente – anche grazie alle intuizioni registiche di Duccio Forzano – lo spettacolo è stato di altissimo livello. Da segnalare anche Fazio: da conduttore è tornato ad essere come alle sue origini tv, performer. Interessante. Dal punto di vista del pathos la puntata ha raggiunto il suo apice quando Jannacci è entrato cantando “El purtava i scarp da tenis”, con il figlio Paolo, musicista che lo accompagnava. (Erika Brenna)





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