Prof manda link porno ai suoi studenti: “Pensavo che non mi sarei mai ripresa!”

Prof manda link porno ai suoi studenti: “Pensavo che non mi sarei mai ripresa!”

Dopo aver mandato un link porno ai suoi studenti, una professoressa ha deciso di riprendersi la sua dignità calpestata pubblicamente


Deve aver provato un imbarazzo a dir poco terribile. Ci riferiamo alla professoressa Lisa McEnroy, 40 anni, della Drexel University, in California, che per errore ha inviato ai suoi studenti un link ad un video porno invece di alcuni file riguardanti il corso di laurea in Giurisprudenza. Quando i ragazzi hanno aperto la mail si sono trovati di fronte ad una sorpresa quando hanno cliccato sul link accompagnato dal messaggio: “Ottimo articolo per imparare a scrivere”. Invece di un file i ragazzi hanno trovato “La ragazza che amava il suo dildo anale”.

Immediate le scuse da parte dell’Università, mentre solo oggi la professoressa ha deciso di rivelare, in una lettera aperta al Washington Post, come è riuscita a sopravvivere a questa pubblica umiliazione.

La prof ha scritto:

“Stavo male ancora prima che la notizia circolasse: quando ho scoperto cosa avevo fatto, mi sono sentita mortificata. Da professoressa di legge tengo molto ai miei studenti e alla loro esperienza didattica. Come dipendente della mia università, ho a cuore il suo prestigio. Come madre, voglio essere un modello per le mie figlie adolescenti. Ed egoisticamente, tengo alla mia dignità. Quando ho scoperto quello che era accaduto, ero sicura di aver perso la mia dignità per sempre”.

Dopo il fatto la donna ha deciso di confessare l’accaduto alle sue figlie:

“Era una risposta da madre che ha il compito di proteggere i propri figli. Volevo che mia figlia comprendesse che essere umiliate in pubblico non è paragonabile ad avere un cancro. Volevo pensasse che tutto si sarebbe sistemato”.

Un’indagine interna da parte dell’Università ha messo in luce che Lisa McElroy non aveva violato alcuna regola né commesso reati, seppur in molti hanno criticato la decisione raggiunta dall’Università, mentre altri “si sono semplicemente sentiti superiori: hanno tratto piacere dallo scandalo, dall’implicazione sessuale, dalla speculazione”.

La professoressa si è poi espressa sul concetto di privacy e dignità, concludendo:

“Ecco cosa ho imparato: perdere la dignità non è come perdere la verginità (sì, mi rendo conto del peso delle parole). Puoi tornare indietro e riprendertela. Puoi riabilitare la tua reputazione e la tua immagine pubblica. Puoi arrivare a capire che ci sono cose peggiori che una pubblica umiliazione: c’è il cancro, o la solitudine”.

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