Per non dimenticare

Per non dimenticare

Il Verbano, uno dei territori del Paese più martoriati della lotta partigiana, ricorda alcuni tra i suoi giovani che diedero…


Il Verbano, uno dei territori del Paese più martoriati della lotta partigiana, ricorda alcuni tra i suoi giovani che diedero la vita per la nobile causa della riconquista della libertà. Su quei fatti e sulle celebrazioni odierne scrive Antonio Costantini, ex partigiano e decano dei giornalisti del territorio.

Così – racconta –  questa mattina a Cambiasca, sulla collina di Verbania, vengono ricordati Ermes Camona 19 anni, Pietro Giannnetti 18 anni, Enrico Menconi 22 anni, Andrea Oliva 19 anni e Renato Tenconi 18 anni. Partigiani catturati da militari fedeli al fascismo e fucilati il 19 gennaio 1945. Una rappresaglia conseguenza di uno scontro nel quale erano rimasti uccisi due militari della “X Mas” mentre due loro ufficiali erano  stati fatti prigionieri.
Altra località altro eccidio. Il 21, ad Unchio – paesino sempre dell’alto lago Maggiore – cadevano in combattimento i partigiani Emidio Angelini 28 anni e Renzo Calabrese, 19 anni.
Dunque, per non dimenticare, in mattinata, dopo una messa nella parrocchiale di Cambiasca, un corteo raggiungerà la località Tre Cappelle, luogo dell’eccidio. La deposizione di una corona di alloro e il ricordo tracciato da Arialdo Catenazzi, dell’Associazione Nazionale Partigiani d’Italia chiudono la celebrazione.

 

Anche ad Unchio viene offerto un omaggio floreale, deposto sulla lapide che ricorda Angelini e Calabrese.

Domenica prossima verrà poi ricordata la rappresaglia fascista compiuta a Bieno dalle brigate nere, il 29 gennaio 1944. Squadre fasciste, in uno scontro coi partigiani, avevano accusato la perdita di 4 uomini e il ferimento di altri 11. Per questo avevano successivamente invaso l’abitato del paesino, incendiando baite, cascinali e casolari ed uccidendo, con una raffica di mitra l’anziana contadina, Maria Del Ponte, 72 anni che, spaventata per quanto stava accadendo, era uscita sul ballatoio della sua abitazione per chiamare il nipotino di sei anni che si trovava sulla strada.

Nell’immagine di testa la Casa della Resistenza di Fondotoce.

Negli appunti di guerra non mancano gli alpini del Battaglione Intra. Ed oggi si  ricordano gli anniversari delle battaglie di Dobrey del 1941 sul fronte greco-albanese (che videro il Battaglione direttamente impegnato) e di Nikolajewka, nel gennaio 1943 sul fonte russo. Il programma del ricordo prevede un raduno nel piazzale antistante la chiesa di Maria Ausiliatrice di Verbania e la benedizione del pulmino che “Specchio dei tempi“, rubrica de “La Stampa” aveva donato al servizio di protezione civile dell’Intra. Segue una messa e un corteo, preceduto dalla fanfara della Sezione, che raggiunge la Caserma Simonetta (un tempo sede del battaglione, ora del Comando Provinciale della Guardia di Finanza). Dopo l’alza bandiera ed il saluto ai Caduti, si ricordano le battaglie col presidente della sezione alpini Intra, Gianmario Coretta, il docente  Pier Antonio Ragozza ed il comandante provinciale della Guardia di Finanza, Pasquale Petrosino.
(Antonio Costantini)





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