Padova, il ‘900 in vetrina

Padova, il ‘900 in vetrina

PADOVA – Novecento privato arte italiana con vista su Padova, dal 30 ottobre all’ 8 gennaio 2012 al Centro Culturale…


PADOVA – Novecento privato arte italiana con vista su Padova, dal 30 ottobre all’ 8 gennaio 2012 al Centro Culturale Altinate/San Gaetano. La mostra presenta opere di grandi artisti della prima metà del secolo selezionate in base a due criteri: l’appartenenza a collezioni private del territorio e il rapporto che l’artista ebbe con la città, per ragioni biografiche o professionali. Il percorso così orientato ha consentito di costruire un racconto che scorre tra i capitoli fondamentali della storia dell’arte di quei decenni: dalla decorazione del ristorante liberty, lo Storione, di Cesare Laurenti, alla presenza a Padova di tre giovani artisti nei primi anni del secolo, Boccioni, Casorati, Ugo Valeri, al rinnovamento dell’arte che avvenne a Venezia con gli artisti di Ca’ Pesaro (Gino Rossi, Moggioli, Wolf Ferrari, Garbari, Cavaglieri, Sacchi, Crepet, Zecchin, e il padovano Adolfo Callegari).

Una sezione dedicata a Ubaldo Oppi apre alla grande stagione del Novecento Italiano nelle sue due fasi: gli anni venti, ovvero il ritorno alla composizione figurativa e al classicismo, e gli anni trenta, caratterizzati dall’arte monumentale. E’ in questo capitolo che s’iscrive l’impresa patavina del Rettore Carlo Anti e di Gio Ponti per la Facoltà di Lettere e per il Palazzo dell’Università.

La mostra rende omaggio a quei protagonisti dell’arte italiana che onorarono Padova con la loro arte: Campigli, Funi, Ferrazzi, Severini, Saetti, De Pisis, Martini, Mascherini, De Poli, insieme ad altri novecentisti di spicco come Sironi, Tozzi, Marussig, Guidi, Cadorin, Cagnaccio di San Pietro e il più ortodosso tra i padovani, Antonio Morato.

Di opposto tenore sono le esperienze futuriste degli anni tra le due guerre: la varietà di idiomi della più ardita modernità (Balla, Depero, Prampolini, Fillia, Crali, Ambrosi, Forlin) entra nella scena dell’arte con le invenzioni aerodinamiche che coinvolgono anche i futuristi padovani come Carlo Maria Dormal. Tre protagonisti del movimento milanese di Corrente (Guttuso, Birolli, Sassu) chiudono la parabola delle variazioni novecentiste e aprono ai profondi mutamenti del dopoguerra.

La mostra è a cura di Virginia Baradel.

http://padovacultura.padovanet.it





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