Orange is the New Black: ecco a voi la serie più femminista della televisione americana

Orange is the New Black: ecco a voi la serie più femminista della televisione americana

Negli USA arriva la terza stagione di Orange is the New Black e la rete si scatena: critica e pubblico concordi nel promuovere a pieni voti lo show che rivoluziona la rappresentazione femminile in tv


L’estate dei tele-dipendenti non poteva cominciare meglio. Dopo il lungo addio a Don Draper e allo stravagante mondo di Mad Men, AMC e Netflix sono subito corse ai ripari.

Così tra l’esordio dei fratelli Wachowski sul piccolo schermo con Sense8 (tanto amato dal pubblico quanto inviso alla critica), la seconda stagione di Halt and Catch Fire e la terza di Orange is the New Black gli appassionati hanno subito avuto modo di consolarsi.

Ma concentriamoci su quest’ultima. Piper Chapman e tutte le bizzarre detenute del carcere di Lichfield sono tornate e l’accattivante dramedy comincia ad assumere una valenza sempre più universale.

Se la relazione omosessuale tra la Chapman (Taylor Schilling) e Alex Vause (Laura Prepon) comincia a perdere parte del suo fascino iniziale, lo show ne approfitta per ridiscutere il ruolo della donna nella nostra società.

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Fin dall’inizio ogni episodio della serie ci ha proposto uno straordinario complesso di personaggi femminili tridimensionali focalizzandosi su ciascuna delle storie che le ha portate a girovagare per il carcere combattendo i propri demoni interiori alla ricerca di un sollievo temporaneo.

Finalmente libera di prendere il volo dal blocco narrativo di partenza – come può una donna bianca di origini borghesi sopravvivere in un carcere strapieno di reiette e disadattate – Jenji Kohan, la creatrice dello show, è forse riuscita a raggiungere il suo obiettivo.

Che la storia di Piper Chapman fosse solo un espediente per introdurre al mondo le storie dei veri esclusi dalla società era forse chiaro fin dalle prime inquadrature di questa serie di cui forse non avevamo ancora compreso il pieno potenziale.

Questa terza stagione, rilasciata dalla Netflix a sorpresa diverse ore prima di quanto previsto, ha avuto un inizio davvero folgorante e commovente con l’episodio Mother’s Day interamente dedicato alla celebrazione dell’amore materno in tutte le sue mille sfaccettature.

SPOILER ALERT

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Così abbiamo ritrovato la splendida transgender Sophia (Laverne Cox) alle prese con il figlio adolescente che deve abituarsi all’idea di avere due mamme, la dolce Poussey (Samira Wiley) che convive con il lutto per la perdita della madre e Gloria (Selenis Leyva) che tenta di impartire un’educazione ai suoi figli nonostante tutto.

Piange lacrime amare Nicky (Natasha Lyonne) che, ancora una volta a causa delle sue debolezza e della legge del più forte, viene trasferita nel carcere di massima sicurezza. La sua dipartita creerà non poco scompiglio a Lichfield. La rivedremo nella prossima stagione? Speriamo proprio di sì visto l’impareggiabile temperamento!

Momenti duri anche per Red (Kate Mulgrew) ansiosa di recuperare l’autorità di un tempo e disperata dopo aver scoperto la chiusura del suo amato negozio mentre Suzanne (Uzo Aduba) e Taystee (Danielle Brooks) si stringono nel dolore per la morte della temibile Vee (Lorraine Toussaint).

Ma non è finita qui perché Orange is the New Black 3 riserverà un duro colpo ai fan della serie e, in particolare, della coppia romantica per eccellenza. Stiamo parlando di Daya (Dascha Polanco) e Bennett (Matt McGorry), detenuta e guardia carceraria che si sono teneramente innamorati e che ora devono fare i conti con l’imminente nascita del bambino che la giovane donna porta in grembo.

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Il vero colpo di scena di questa stagione sarà la sparizione di Bennett dopo appena due episodi che ha già gettato nello scompiglio orde di fan che continuano a chiedersi se l’ex principe azzurro dei loro sogni farà mai ritorno nella serie.

Intanto la Netflix ha già annunciato che le riprese per la quarta stagione dello show prenderanno il via domani. Rimane il fatto che, si tratti di razza, genere, età, religione o identità sessuale poco importa, Orange is the New Black ha questa rara capacità di rappresentare la crisi esistenziale che stiamo attraversando tentando di trovare un senso laddove sembra più improbabile scovarlo.

D’altronde l’elemento distintivo della serie risiede proprio nella (ri)definizione del valore di donne che provano ad asserire la loro autonomia a prescindere dal loro corpo e dalle scelte sbagliate nonostante siano costrette a (soprav)vivere in un ecosistema che tenta costantemente di distruggere ogni brandello della loro identità.

di Rosa Maiuccaro

Il trailer di Orange is the New Black 3

https://www.youtube.com/watch?v=njy0dFFlpAc https://www.youtube.com/watch?v=





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