Olimpiadi. Monaco ’72, quel massacro che il Cio non vuole ricordare

Olimpiadi. Monaco ’72, quel massacro che il Cio non vuole ricordare

Sono passati 40 anni e nove Olimpiadi dai giochi di Monaco 1972, le Olimpiadi più tragiche della storia, funestate dall’attacco terroristico di Settembre Nero che portò al sequestro e alla morte di undici componenti della squadra israeliana. La vedova di uno di loro, Ankie Spitzer chiede da sempre che quelle vittime innocenti vengano ricordate con un minuto di silenzio, ma ha ottenuto solo rifiuti, anche per Londra 2012


Apprendiamo la sua storia dall’ampio articolo che il Guardian ha dedicato alla vicenda, nel quale emerge il ritratto di una donna coraggiosa e determinata a portare avanti la sua istanza. Per 40 anni, attraversando nove Olimpiadi da quel terribile giorno a Monaco di Baviera (era il 15 luglio nel 1972), Ankie Spitzer ha presentato richiesta formale al Comitato olimpico internazionale perché si rendesse omaggio alla memoria degli atleti massacrati con un minuto di silenzio durante la cerimonia di apertura, o con qualche altro gesto simbolico. Ha ottenuto solo rifiuti ma non s’è arresa. Anche per Londra 2012 ha riformulato la domanda, questa volta in suo sostegno è giunta una petizione che ha raccolto 80mila e 11 firme – uno per ogni posto allo stadio Olimpico, più uno per ciascuno degli atleti israeliani morti – ma è arrivato l’ennesimo rifiuto. Una battaglia, la sua, che va oltre il dolore personale per un amore  troncato e un neonato lasciato orfano, ma che tenta strenuamente di difendere anche l’ideale olimpico, quello che pretende il superamento delle differenze politiche e dei conflitti tra le nazioni, nel nome dello sport. Questo dovrebbero essere le Olimpiadi, questo non sono.

Così, ogni quattro anni Ankie con le famiglie degli altri atleti s’è rifatta avanti, la prima volta fu a Montreal, nel 1976. Racconta al Guardian: “Chiedemmo un minuto di silenzio, o qualche commemorazione, perché era naturale ai nostri occhi. Ma ci dissero molto chiaramente: ‘Ci sono 21 delegazioni arabe che lasceranno se diciamo qualcosa a proposito degli atleti israeliani.’ Così risposi ‘Lasciate che lascino se non riescono a capire ciò che le Olimpiadi sono su tutto – una connessione tra le persone attraverso lo sport’ … Il CIO dice che non è nel protocollo della cerimonia di apertura di avere una commemorazione. Beh, anche per mio marito non era nel protocollo tornare a casa in una bara. Questa è stata la pagina più nera nella storia delle Olimpiadi. I 11 atleti facevano parte della famiglia olimpica, non erano turisti per caso. Devono essere ricordati come parte del quadro olimpico “.

Andrei Spitzer era un allenatore di scherma ventisettenne, era sposato con Ankie da soli 15 mesi quando partecipò alle Olimpiadi di Monaco ed avevano una figlia di sole due settimane. La storia di quel che accadde la lasciamo a Wikipedia.

Immagine di testa tratta dal film Munich (2005) di Steven Spielberg

 





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