Non è mai troppo tardi, trama e anticipazioni della puntata di oggi 24 febbraio

Non è mai troppo tardi, trama e anticipazioni della puntata di oggi 24 febbraio

Claudio Santamaria è Alberto Manzi nel film-tv su Rai1, assieme a lui anche Nicole Grimaudo per una storia che ha cambiato l’Italia


Questa sera e domani, 25 febbraio, andrà in onda la fiction Rai che ripercorre una delle vicende più importanti della storia italiana. Non è mai troppo tardi, prima di essere un film tv è stato un programma televisivo condotto dal Maestro Alberto Manzi, un programma d’istruzione che ha permesso agli italiani di combattere l’analfabetismo attraverso vere e proprie lezioni scolastiche all’interno di un contenitore televisivo.

Claudio Santamaria dunque è chiamato a indossare i panni del maestro più famoso d’Italia per ripercorrere uno spaccato della televisione e della cultura nostrana, facendo rivivere sul piccolo schermo un vero e proprio momento di svolta per l’Italia e gli italiani tutti.

La fiction è stata scritta da  Monica Zapelli e Claudio Fava, mentre la regia è affidata a Giacomo Campiotti; nel cast assieme a Claudio Santamaria ci sono anche Nicole Grimaudo – che interpreta Ida, la moglie del maestro Manzi -, Giorgio Colangeli, Emanuela Grimalda, Edoardo Pesce, Andrea Tidona, Lucia Mascino e Roberto Citran.

Non è mai troppo tardi, trama della puntata di oggi 24 febbraio:

Nel 1946 Alberto Manzi è un insegnante che torna dalla guerra e non vede davanti a sé un futuro roseo, visto che possibilità di assunzione non ci sono; l’unico incarico che gli viene assegnato è quello di maestro all’interno del carcere minorile, più che un lavoro un’impresa a cui hanno detto no sin troppi insegnanti in precedenza.

All’interno del carcere minorile di Roma, Manzi è incaricato di fare lezione a novanta ragazzi dai 9 ai 17 anni, ragazzi che di imparare non hanno voglia e che antepongono qualsiasi cosa all’istruzione. Manzi trova la sfida estenuante ma affascinante e prosegue con le sue lezioni contravvenendo anche agli ordini del direttore, portando quaderni e penne all’interno della struttura.

Nonostante il rischio di perdere il posto, Alberto Manzi riesce a far appassionare i suoi alunni, che comprenderanno ben presto quanto sia importante la cultura, la lettura e la scrittura e insieme danno vita a Tradotta, il primo giornalino che sia mai stato stampato in un carcere minorile italiano.

Anche il direttore del carcere si lascia convincere dal metodo alternativo di insegnamento del maestro Manzi e gli concede anche la possibilità di una gita ad Ostia, ma alla fine dell’anno scolastico, il maestro riceve una proposta professionale a cui non può rinunciare e deve trovare il modo di dirlo ai suoi ragazzi.

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