Michele Santoro e la lettera aperta a Silvio Berlusconi

Michele Santoro e la lettera aperta a Silvio Berlusconi

L’opzione di ospitare Silvio Berlusconi a una puntata di Servizio Pubblico si fa sempre più concreta. Ecco cosa dice Michele Santoro.


Nei giornali non si parla d’altro ormai: Silvio Berlusconi e le sue ospitate nei salotti televisivi di qualsiasi rete. Da Canale 5 a Rai Uno sino ad arrivare addirittura dal suo acerrimo nemico, Michele Santoro. Probabilmente ricorderete tutti questo  intervento dell’ex Presidente del Consiglio durante la trasmissione Annozero:

 

 

Ieri sera, nella sua nuova trasmissione in onda su La7, Servizio Pubblico, il conduttore ha scritto una lettera aperta a Berlusconi. Ecco alcuni passaggi chiave:

“Che cosa le posso dire? Per quanti spazi lei possa avere, lei dimostra che c’è sempre bisogno di un altro spazio di libertà. Voglio rassicurarla solennemente: se lei accetterà di mettere piede nel nostro studio, noi non avremo nessuna vendetta. Sarà solo una trasmissione televisiva”.

Da qualche giorno si parla infatti di una possibile presenza di Silvio Berlusconi sulle poltrone del talk show di La7, presenza totalmente spiazzante, presenza che ha lasciato perplessi i più, presenza che certamente l’Italia intera aspetta, un confronto di cui siamo certi si sentirà parlare a lungo:

“La sua intervista a Barbara D’Urso che le fa domande tipo  “Lei si è fidanzato recentemente?”, oppure “Cosa farà a Natale?”, credo che in altri paesi questo sarebbe stato uno scandalo, in Italia hanno protestato solo piccoli leader politici”.

E ancora:

“Grazie a centomila persone noi siamo andati in onda e oggi siamo qua. Oggi lei può avere l’opportunità di entrare in un luogo come questo grazie a loro. Ma voglio garantirle che questa serata non sarà la fine del mondo. Come direbbe Bruno Vespa, domani sarà comunque un altro giorno”.

Michele Santoro conclude così:

“Il solo annuncio che Berlusconi possa venire a Servizio Pubblico conferma che l’editto bulgaro fu un errore tragico. Se lei accetterà di entrare in questo studio non avremo un duello finale né una vendetta , ma semplicemente una trasmissione in cui avrà di fronte dei giornalisti. Per questo non mi sono piaciute le sue frasi di oggi contro La7, anche se io non sono un dipendente. Dobbiamo andare verso un paese normale, e in un paese normale un politico non parla cosi’ di un editore, e a maggior ragione lei che e’ anche un editore non dovrebbe parlare cosi’ di un suo concorrente”.

 





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