Masterpiece, il nuovo Masterchef?

Masterpiece, il nuovo Masterchef?

La prima puntata di Masterpiece ha diviso critici e pubblico: flop o top?


Ieri sera, alle 22.50 (in realtà più tardi, ma questa è la prassi) è andata in onda su Rai Tre la prima puntata di Masterpiece. Sembrava un talent letterario tanto serio, con tre giudici di qualità, e invece… ci siamo ritrovati di fronte ad un altro Masterchef. Era questo lo scopo ultimo di Rai Tre, creare un gran polverone?

Su Twitter oggi infatti non si parla d’altro. I tre giudici – soprattutto De Carlo – imitano troppo Cracco di Masterchef, con tanto di insulti e umiliazioni ai poveri scrittori. Un concorrente si è visto anche stracciare il suo racconto davanti alle telecamere; per non parlare dei concorrenti, che sembrano scelti solo per fare audience (tra gli altri ci sono anche un ex-carcerato e una ex-anoressica che ha tentato il suicidio).

Di qui la domanda: ma la cultura, i libri, possono davvero essere adattati ad un talent show, che cerca (necessariamente!) l’eccesso, gli ascolti, la battuta facile, la cattiveria gratuita? Anche le audizioni – com’è ovvio – sono state poco chiare, dato che gli spettatori non hanno avuto modo di leggere e giudicare i vari manoscritti. Dobbiamo fidarci di quello che dicono i giudici, peraltro molto incattiviti. Infatti “la scrittura in tv, da esibire, ha una controindicazione letale: non la puoi vedere e se te la leggono la tv si trasforma nel suo contrario” scrive Antonio Dipollina su Repubblica “a Masterpiece lo sanno e limitano al minimo il recitato di brani scelti“.

Jovanotti e Severgnini sono entusiasti, altri sono un po’ perplessi, come Diego Bianchi (Zoro). Ma alla fin fine quello che conta è lo share: Masterpiece si è portato a casa un quasi 6% di share, che sicuramente, se le polemiche continuano, aumenterà durante le prossime puntate.





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