Massimo Ranieri in “Sabato, domenica e lunedì”. Torna il teatro di Eduardo in tv

Massimo Ranieri in “Sabato, domenica e lunedì”. Torna il teatro di Eduardo in tv

Umile è stato umile, Massimo Ranieri nell’avvicinarsi al sacro Eduardo, lo ha sempre dichiarato. Del suo ci ha messo solo…


Umile è stato umile, Massimo Ranieri nell’avvicinarsi al sacro Eduardo, lo ha sempre dichiarato. Del suo ci ha messo solo una trasposizione televisiva (non si è trattato di teatro in tv, ma di rendere televisive opere teatrali), una traduzione in lingua italiana e la regia teatrale (quella tv l’ha affidata a Franza Di Rosa). Poi ha riservato per se la parte del protagonista (ma non ditegli che con quel volto scavato – merito di madre natura –  somiglia incredibilmente al “maestro” perché non gli piace sentirselo dire) e infine, ha chiamato grandi e/o belle attrici a incarnare l’io femminino: Mariangela Melato come FilumenaBarbara de Rossi per la Amalia di Napoli Milionaria; Donatella Finocchiaro a rivestire i panni di Maria, moglie infedele in Questi fantasmi; e domani Monica Guerritore, è lei Rosa, la domina di casa Priore, maestra indiscussa del ragù.

Questa volta Ranieri lo sforzo della traduzione dal napoletano non l’ha compiuto (cosa, la traduzione, che fa storcere il naso a molti ma sulla cui necessità lo stesso drammaturgo s’interrogò nel momento in cui le sue opere andarono in giro per il mondo), visto che Eduardo nel 1959 scrisse la commedia in lingua, alternando certo le battute a termini in napoletano e a inflessioni. E come per altri capolavori di De Filippo molte sono state le versioni celebri di questa opera, come quella all’Old Vic Theatre di Londra con Laurence Olivier e la regia di Franco Zeffirelli e il film tv di Lina Wertmüller con Sofia Loren, del 1990, film che si distinse, anche per essere stato l’ultimo film interpretato da Alessandra Mussolini prima che intraprendesse la carriera politica e soprattutto per ritrovare, nella parte del podestà, il gallerista Lucio Amelio.

La commedia è dedicata alla famiglia e al suo sgretolarsi, ai drammi individuali tenuti nascosti, alle gelosie, ai contrasti che improvvisamente esplodono alimentati dai non detto e all’amore come unica medicina possibile. In un’intervista del ’69 Eduardo disse: « In Sabato, domenica e lunedì c’è un fermento contestatario, un’anticipazione dell’avvento del divorzio in Italia, una apparente fusione di finti rapporti cordiali in una famiglia in cui convivono i rappresentanti di tre generazioni: nonni, figli, nipoti, ma dietro la facciata bonaria si avverte un ammonimento a tutti i coniugi che non vanno d’accordo: spiegatevi, chiaritevi i vostri dubbi, i vostri tormenti. Alla fine della commedia non c’è chi non comprenda che soltanto l’amore può tenere insieme due esseri; non certo il matrimonio, e nemmeno i figli ».

Altro filo conduttore è il ragù. Rituale alchemico familiare che condisce il tradizionale pranzo domenicale di una famiglia napoletana: si comincia il sabato, coi preparativi, per poi passare al pranzo vero e proprio. Imperdibile, nelle primissime pagine della commedia, l’accurata descrizione della preparazione del sugo e delle doti di pazienza necessarie per preparare un ragù che sia degno di dirsi tale.

Il film tv di Lina Wertmüller con Sofia Loren, del 1990





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