MANOEL DE OLIVEIRA, IL CINEMA HA PERSO UNO DEI SUOI PADRI FONDATORI di Umberto Del Boca

MANOEL DE OLIVEIRA, IL CINEMA HA PERSO UNO DEI SUOI PADRI FONDATORI di Umberto Del Boca

Manoel de Oliveira è morto nella sua casa di Oporto a 106 anni, era il più vecchio regista in attività e una delle icone culturali mondiali oltre che portoghesi


Non è esistito nessun regista che abbia continuato a dirigere oltre i 100 anni e sicuramente nessuno che lo facesse così bene com Manoel de Oliveira.
La carriera del cineasta portoghese era iniziata nell’epoca del muto, fiorita negli anni ’70 e continuata, sempre a livelli altissimi, nel ventunesimo secolo.

Manoel de Oliveira negli ultimi anni è stato molto attivo, forse perché la sua produzione artistica ha avuto un lungo iato dovuto al regime di Antònio de Olvieria Salazar durante il quale non ha potuto lavorare e il cineasta ha voluto rifarsi del tempo perso.

Lo stile di de Oliveria non è mai cambiato molto, è sempre stato fuori dal tempo e dall emode del momento. Le caratteristiche dei suoi film sono sempre state la riflessività e la melancolia e i suoi soggetti tendevano a essere sempre grandiosi: la natura, l’amore e la morte.

La sua età e la sua cifra artistica, riconosciuta da tutti nell’ambiente, gli hanno permesso delle libertà che altri registi hanno potuto solo desiderare durante la loro carriera. I suoi film non hanno mai risposto a criteri commerciali o distributivi.

Manoel de Oliveira era nato a Oporto nel 1908. Suo padre era un industriale. Il giovane Manoel abbandonò le scuole molto presto e si dedicò allo sport, con ottimi risultati. Fu pilota di macchine e campione di atletica leggera.

La sua prima apparizione nel mondo del cinema fu con un ruolo di comparsa nel 1920. Nel 1931 diresse il suo primo film, un documentario muto su Oporto. Dopo diversi altri corti documentari de Oliveira diresse il suo primo film, Aniki-Bòbò, nel 1942. Il film è uno dei primissimi esempi di neorealismo, girato con attori non professionisti per le strade della sua Oporto.

MANOEL DE OLIVEIRA, IL CINEMA HA PERSO UNO DEI SUOI PADRI FONDATORI di Umberto Del Boca
Le Soulier de Satin

La sua carriera stentò a decollare dato che la censura di Salazar non ha mai apprezzato il lavoro di de Oliveira.
Durante quel periodo il cineasta gestì una fattoria con vigna che la moglie aveva ereditato. Durante questo lungo periodo di inattività de Oliveira dichiarò di aver affinato la sua idea artistica della settima arte e di essersi creato una sua estetica.

Tra il 1942 e il 1974 de Oliveira diresse solo un paio di film e qualche documentario ma nel momento in cui cadde il regime di Salazar de Oliveira non perse tempo e mise subito su pellicola l’estetica maturata in questo lungo periodo di riflessione.

Manoel de Oliveira entro nelle grazie della critica europea con una serie di film basati su grandi opere della letteratura europea e portoghese come Augustina Bessa-Luìs, José Régio, Flaubert, Beckett, Ionesco, Dostoevskij, Claudel e altri.

L’adattamento dell’opera teatrale di Claudel Le Soulier de Satin nel film omonimo di sette ore lo fece diventare uno delle massime autorità culturali europee.

Alla complessità dei soggetti de Oliveira ha sempre contrapposto una tecnica semplice e statica. Lunghi piani sequenza e riprese statiche si alternavano nei suoi lunghi film. I suoi attori feticcio come Luìs Miguel Cintra recitavano portando l’espressività al minimo.
Manoel de Oliveira ha sempre detto che il suo obiettivo è sempre stata la semplicità, la chiarezza al fine di rendere più facile percepire i pensieri profondi che sono la vera intelaiatura dei suoi film.

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Gebo e l’ombra

Dagli anni ’90 il regista iniziò a fare film in francese e con attori internazionali come Catherine Deneuve, Marcello Mastroianni, Michel Piccoli e John Malkovich. La sua internazionalizzazione permise una distribuzione mondiale dei suoi film.

Nell’ultima fase della sua carriera de Oliveira si concentrò sulla mortalità come tema fondamentale della sua ricerca artistica. In Viaggio all’inizio del mondo, Marcello Mastroianni, al suo ultimo film, interpretava un regista dal nome Manoel.

L’ultimo suo film, Gebo e l’ombra, è un piccolo gioiello con Claudia Cardinale e Jeanne Moreau.
Manoel de Oliveria ha lasciato un film, fatto nel 1982, non distribuito con l’ordine di renderlo pubblico dopo la sua morte: Memòrias e Confissoes. Non vediamo l’ora di gustarci l’ultimo regalo al mondo di uno dei più grandi artisti di sempre.





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