Lucio Dalla: Marco Alemanno non era l’unico “amico” del cantante

Lucio Dalla: Marco Alemanno non era l’unico “amico” del cantante

Le polemiche sull’eredità del cantautore bolognese scomparso non si placano, A rispondere a Marco Alemanno, definito da tutti come Amico di Dalla, ci pensa Simone Baroncini che dà la colpa alla burocrazia.


“Vivo in un’ala della casa, sono prigioniero, i parenti negano l’evidenza e mi hanno tolto le chiavi della zona in cui viveva Lucio, dove ci sono i miei oggetti, le opere d’arte che mi aveva regalato” 

Questo lo sfogo dell’ “amico” di Lucio Dalla. Sì, l’amico, perché tanto tutti l’hanno sempre chiamato così, i giornali, la televisione. Non importa utilizzare altri termini in un’Italia così bigotta, perché dire Marco Alemanno, il compagno di Lucio Dalla potrebbe sconvolgere un po’ gli animi, per cui limitiamoci a chiamarlo “amico”, così come si è limitato a chiamarlo amico, Simone Baroncini, il cugino del defunto cantautore bolognese che ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera nella quale afferma:

“L’eredità è bloccata per problemi amministrativi, al momento il proprietario dei beni è il Tribunale. Io continuo a vivere con il mio stipendio che oscilla tra i 2.000 e i 2.500 euro. Neanche noi, che siamo parenti, possiamo entrare in casa di Lucio”

Sì, perché sui problemi in merito alla casa di Lucio Dalla, Alemanno fu perentorio:

“Vivo in un’ala della casa, sono prigioniero, i parenti negano l’evidenza e mi hanno tolto le chiavi della zona in cui viveva Lucio, dove ci sono i miei oggetti, le opere d’arte che mi aveva regalato”

Ad Alemanno però sono sfuggiti alcuni passaggi quali la lentezza della burocrazia e la cospicua eredità di Lucio Dalla che certamente farà discutere e certamente verrà distribuita in maniera equa, o almeno così ha fatto sapere Simone Baroncini:

“Conoscevo Alemanno,  fa parte degli ultimi otto anni della vita di Lucio. Prima, però, non c’era. Ci ho fatto colazione due-tre volte, al tempo in cui conosceva Lucio solo di vista, ogni tanto lo portavo a casa in motorino. In una riunione con gli altri familiari ho detto: quando arriverà il momento, cerchiamo di far felici tutti. Se c’è una grande eredità e la dividi per cinque o per sei, che cosa cambia? Lucio aveva due figliocci, lui e Stefano Cantaroni, un pittore che ha fatto compagnia a Lucio per vent’anni. Anche lui allora ha dei diritti”

Insomma, tra amici e Amici, tra Amici e parenti, tra Amici ed ex Amici, chissà se si arriverà a una soluzione. Intanto la questione resta sempre quella, in fondo, quanto altro tempo ci vorrà prima di dare un giusto nome alle cose?

 





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