Libri. Le tragicomiche lettere di Andrea Boninfante

Libri. Le tragicomiche lettere di Andrea Boninfante

Con sincera inimicizia. Le tragicomiche lettere di Andrea Boninfante, in libreria per le edizioni effequ . Lettere al vetriolo, ironiche,…


Con sincera inimicizia. Le tragicomiche lettere di Andrea Boninfante, in libreria per le edizioni effequ .

Lettere al vetriolo, ironiche, rigorosamente basate su fatti realmente accaduti – piccole e grandi tragedie quotidiane che qui si trasformano in farsa, in commedia – per farci riscoprire il senso del ridicolo, il piacere del ridicolo, la gioia di prendere la vita a risate.

Il treno ha ritardato più di un’ora e neppure il capotreno ha saputo dirvi il perché? Non avete potuto noleggiare un’auto perché sprovvisti di Carta di Credito (della giusta Carta di Credito)? Avete fatto file lunghe giorni per sostenere un esame di pochi minuti? Avete aspettato anni prima di vedere il tetto di casa aggiustato, i citofoni funzionanti, le poste celeri (e affidabili)? Siete mai stati sfrattati dalle suore, costretti in spiaggia a fare “elioterapia” anziché un bagno, siete mai stati incastrati contemporaneamente da Poste, Banca e Carabinieri? Siete mai stati, voi, le vittime? Vi siete mai indignati? Il libro contiene le tragicomiche lettere scritte da un italiano esasperato costretto a subire le lungaggini della burocrazia, le vessazioni di chi “Qui Comando Io”, le inefficienze di aziende peraltro “leader del settore”. Vittima sì, anche lui, indignata, ma che non rinuncia a cogliere il lato comico e paradossale che sempre accompagna il grottesco mondo degli ingranaggi burocratici, delle procedure amministrative, dei dispositivi del lavoro.

Andrea Buoninfante è nato e cresciuto a Tagliacozzo. Dopo una decennale parentesi capitolina è tornato a pascersi nel paesello natio. Pigro compulsivo, ma insensatamente oberato da variegate attività, è cantautore, autore di romanzi (esordisce con “La Calata del santo a tre gambe”, 2009, effequ) e di racconti (uno dei quali è presente nella raccolta “Clandestina”, ancora effequ). Il fatto che abbia casa a un quarto piano e che non v’è ascensore e che se non porta tutti i giorni la legna durante il periodo invernale (che a Tagliacozzo dura undici mesi) può morire, fanno sì che non possa egli definirsi un tipo pio.

 





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