Lea Garofalo, la sua storia nel film di Marco Tullio Giordana

Lea Garofalo, la sua storia nel film di Marco Tullio Giordana

La storia di Lea Garofalo, testimone di giustizia, arriva sul piccolo schermo grazie a “Lea”, il film di Marco Tullio Giordana, già regista de “I Cento Passi”


Lea era una donna, una madre, una moglie, una testimone di giustizia che ha lottato contro la sua stessa famiglia, contro l’uomo che ha amato e con cui ha concepito una dolcissima bambina. Una donna che con la paura nel cuore ma la temerarietà nell’anima e nella testa ha deciso di andare fino in fondo per scardinare le regole e le imposizioni malavitose, debellare un cancro che continua a divorare pezzi di società. La sua è stata la lotta di tanti, una battaglia che l’ha portata dritta nella tomba. Il suo saper fare era diventato così pericoloso da richiedere un intervento immediato e zittirla era la soluzione più efficace. Lea è diventata così simbolo della lotta alla ‘ndrangheta e la sua storia verrà raccontata nell’omonimo film di Marco Tullio Giordana, già regista de “I Cento Passi”, che andrà in onda su Rai 1 mercoledì 18 novembre 2015.

Lea Garofalo nacque nel 1974 a Petilia Policastro, in provincia di Crotone, una terra in cui non è mai stata libera di studiare, sognare o semplicemente lasciare un uomo che non amava più da tempo. La sua è stata una vita fatta di lotte nella speranza di riuscire in qualcosa di giusto ed espiare le colpe di persone a lei vicine, per primo il fratello Floriano, capocosca locale, e poi il compagno Carlo Cosco suo fedele braccio destro. Lea ha dunque vissuto da sempre in un ambiente criminale, una morsa che le ha stretto il collo sin da giovane.

Ma Lea Garofalo è stata anche una donna passionale tanto da innamorarsi di Carlo con cui nel ’91 ebbe una splendida bambina: Denise. La sua speranza era che con la sua nascita qualcosa potesse cambiare e che Carlo fosse pronto a redimersi per garantire una vita migliore alla loro piccola. Niente di più sbagliato visto che nonostante il trasferimento a Milano Carlo portò avanti diversi incarichi, tutti assegnatigli da Floriano e dunque legati a questioni di onore e di ‘ndrangheta.

Ma nel ’96 Carlo viene arrestato e Lea decide di fuggire con la figlia Denise, sottrarsi da una vita fatta di traffici illeciti e di crimini. È così che scappa a Bergamo, lascia il marito e lo denuncia ma le cose per lei e Denise sono destinate solo a peggiorare. Il marito inizia infatti a minacciarla e lei e la bimba finiscono sotto protezione ma sempre costrette a scappare. Ma la ‘ndrangheta non perdona ed è così che il 20 novembre del 2009 Cosco attira Lea a Milano con la scusa di parlare del futuro della figlia.

La sera del 24 novembre, approfittando dell’assenza di Denise, Carlo conduce la Garofalo in un appartamento dove ad attenderli c’è Vito Cosco detto “Sergio”. Qui Lea viene uccisa ed il suo corpo, portato via da Carmine Venturino, Rosario Curcio e Massimo Sabatino in un quartiere di Monza, viene poi dato alle fiamme per tre giorni fino alla completa distruzione. Sarà lo stesso Carmine Venturino, dopo la condanna di primo grado, a fare dichiarazioni che hanno permesso di rinvenire più di 2000 frammenti ossei e la collana di Lea Garofalo.

La sua storia rivivrà ora nelle immagini del film Lea, nelle scelte del regista Marco Tullio Giordana che racconta senza filtri, senza edulcoranti la lotta di una donna che ha deciso di dire NO.

Annabella Muraca





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