Lanterne Rosse di Zhang Yìmou porta in tv la donna degli anni ’20 in Cina

Lanterne Rosse di Zhang Yìmou porta in tv la donna degli anni ’20 in Cina

Il film tratto dal romanzo ‘Mogli e concubine’ di Su Tong ambientato nella Cina del Nord


Lanterne Rosse, il film trasmesso domenica sera alle 19.05 su Rai Movie.

Il regista del film del 1991, che ha vinto il leone d’argento a Venezia, nello stesso anno, e il David di Donatello più l’Oscar per il miglior film straniero, l’anno successivo, è  Zhang Yìmou.

La storia, ambientata nella Cina del Nord, è tratta dal romanzo di Su Tong, dal titolo Mogli e concubine a cui il film è molto fedele. Grazie a Lanterne Rosse il cinema cinese è entrato per la prima volta nella scena mondiale della cinematografia. Di grande raffinatezza psicologica, il lungometraggio, non venne distribuito in Cina.

Song Liang è una giovane povera studentessa che abbandona prima casa e poi gli studi per sposarsi con il cinquantenne signor Chen Zuoqin. La bellissima Song diventa dunque la quarta moglie, concubina, del ricco signore. E’ una ragazza sognatrice che per essere la più desiderata dal marito arriva a fingersi incinta. Le altre tre mogli sono Yuru, l’unica ad aver dato un figlio a Chen, l’attraente ex cantante Meishan e Zhuoyun.

Lanterne-Rosse
Lanterne-Rosse

Ad ognuna delle quattro mogli è riservato uno spazio architettonico dove stare: “La rigorosa geometria architettonica delle immagini e l’ossessiva e lentissima ripetitività delle situazioni sono indice di una ciclica prigionia claustrofobica, dal quale è impossibile uscirne se non a caro prezzo.”

Davanti alla stanza di ciascuna ci sono delle lanterne rosse; il marito accende quelle della donna con cui vorrà trascorrere la notte. Ecco la spiegazione del titolo che rinchiude in sé il simbolo di tutto il film. Malignità, ingiustizia, invidie, violenza e perversione di potere coinvolgono la ragazzina diciannovenne tanto da farla impazzire. In Cina, negli anni ’20, essere donna significava essere nulla, una condanna: “Se sposi un uomo ricco, sarai solo una concubina”.

Lanterne rosse – monologo





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