La pianta che ti avvisa quando “ha sete”

La pianta che ti avvisa quando “ha sete”

Una nuova applicazione consentirà alla pianta di comunicare all’innaffiatoio l’esigenza di acqua


E’ la nuova frontiera dell’Internet of things (IoT), l’Internet delle cose, capace di connettere gli oggetti di uso quotidiano e renderli intelligenti e autonomi comunicando con se stessi e con l’ambiente circostante.

Se la tua pianta avrà sete… sarà lei a dirtelo

Piante che comunicano, parlano, avvisano. E’ sorprendente l’idea da Jessica Rosati, studentessa del Politecnico di Bari per un dottorato di ricerca in “Ingegneria Elettrica e dell’Informazione”, premiata dall’Ibm PhD fellowship Award, riconoscimento assegnato da un team di esperti scientifici internazionali con una borsa di studio di 20 mila dollari e la possibilità di frequentare per sei mesi i laboratori IBM di Zurigo. La pianta sarà in grado, tramite l’applicazione, di comunicare all’innaffiatoio l’esigenza di ricevere acqua ed essere innaffiata.

Le piante comunicano all’innaffiatoio quando è il momento di essere innaffiate; i vasetti delle medicine avvisano i familiari se si dimentica di prendere il farmaco. Tutti gli oggetti possono acquisire un ruolo attivo grazie al collegamento alla Rete” come si apprende dal sito del Politecnico di Bari. Jessica Rosati insieme al suo tutor Poliba, prof. Tommaso Di Noia del Laboratorio di Sistemi Informativi (SisInf Lab) e il tutor IBM dott. Costas Bekas, manager del gruppo di “Foundations of Cognitive Computing”, ha presentato un progetto di ricerca sull’apprendimento automatico e rappresentazione compatta di profili di utenti elettronici, da dati strutturati in forma di grafo.

Visto il buon risultato raggiunto, iI Politecnico di Bari ha inserito un seminario, dal 27 al 29 aprile 2015  tecnico-sperimentale per gli studenti dell’Ateneo tecnico barese, per formare nuove competenze che consentiranno agli allievi di usare la piattaforma IBM “Bluemix” per sviluppare applicazioni dedicate della IoT basate su piattaforma Cloud.

Un’applicazione apparentemente semplice ma al tempo stesso utilissima. Finisce l’incubo delle piante disidratate, ce lo diranno loro quando sarà il caso di annaffiarle.

LEGGI ANCHE: Smartphone, potrebbe diagnosticare un tumore

S.G.





COMMENTI
Lascia una risposta

Vedi tutto