L’olimpiade nascosta: Cristiana Capotondi è la protagonista

L’olimpiade nascosta: Cristiana Capotondi è la protagonista

Cristina Capotondi racconta di essere molto vicina all’Olocausto, ecco perché è particolarmente legata a questa fiction.


Torna su RaiUno uno nuova fiction degna di nota. Una fiction che racconta una storia vera, una fiction toccante che regalerà a tutti gli spettatori lacrime e sorrisi e che siamo certi farà parlare tanto e con toni lusinghieri.

Domenica 27 e lunedì 28 arriva in prima serata L’Olimpiade nascosta, una storia toccante che descrive l’olocausto in una chiave originale, attraverso gli occhi e le vicende di un gruppo di deportati in un campo nazista che per aiutare tutti i prigionieri, decidono di affrontare una vera e propria olimpiade: tutto studiato nei dettagli, tutto calcolato con lo scopo di distrarre i soldati tedeschi mentre la Resistenza attua un piano per liberare tutti i deportati.

Nel cast anche una bravissima Cristiana Capotondi, classe 1980 che ha esordito al cinema nel 1995 nel film Vacanze di Natale 1995 e da lì in poi la sua carriera è stata tutta in discesa. Pellicole di successo e film impegnati poi, le hanno dato modo di collezionare numerosi riconoscimenti tra cui il Premio Etruria Cinema (2005), il Premio Vittorio Mezzogiorno (2006), il Premio Biraghi (2006) – Biennale di Venezia e il Premio Golden Tauro (2010) – Taormina Film Fest.

Quanto è coinvolta l’attrice in questa fiction?

“Io conosco l’Olocausto anche per ragioni personali. Mio nonno materno era ebreo e tante volte ho sentito aneddoti della vita di quegli anni. La mia famiglia abitava nel quartiere romano di Trastevere e quanto ero ragazzina, c’erano persone che ogni tanto mi dicevano ‘sai, tuo nonno si è nascosto nella mia cassapanca’ oppure ‘quella volta si salvò la vita, infilandosi nella mia cantina’ “

E ancora Cristiana Capotondi ha raccontato al Corriere della sera:

Per fortuna non venne mai arrestato. Ricordo che andavamo spesso a Olevano Romano per andare a trovare una famiglia di contadini che aveva nascosto mio nonno per un anno: per noi erano come dei parenti”





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