Il Tg1 di Minzolini ai minimi storici

Il Tg1 di Minzolini ai minimi storici

Prima lo stillicidio, poi il crollo, avvenuto nell’edizione delle 20 di domenica 26 novembre 2011. Il Tg Uno, ovvero la…


Prima lo stillicidio, poi il crollo, avvenuto nell’edizione delle 20 di domenica 26 novembre 2011. Il Tg Uno, ovvero la principale edizione del principale tg pubblico non era mai arrivato così in basso. Ha raccolto il 16 per cento lo share, pari a 4milioni 178mila spettatori. Surclassato dal Tg5, che ha toccato il 20.41 per cento con 5 milioni e 295mila spettatori ma anche dal Tg3 delle ore 19, che invece ha toccato il 17,69 per cento di share.

E la bufera sembra arrivata. Ma era necessario arrivare a tanto prima di pensare al rimedio? Minzolini s’è giocato con la sua direzione un “patrimonio” di ascolti consolidato. E’ il momento di cambiare se si vuole tutelare quel “bene comune” che si chiama Rai.

Una nota del comitato di redazione identifica  i responsabili dello sfascio: “Con Augusto Minzolini  il Tg1 ha perso credibilità e ora l’appello è ai vertici perché prendano provvedimenti immediati per il rilancio della testata […] Da tempo il cdr ha detto basta, è ora che l’azienda ci ascolti e non nasconda più la testa sotto la sabbia. Quella del Tg1 è un’emergenza dovuta certo a una linea politica, più che editoriale, faziosa e schierata, impressa dal direttore Minzolini che ha fatto perdere al nostro tg una credibilità che deve essere assolutamente recuperata. Così come devono essere recuperate – continua il comunicato – professionalità importanti messe ai margini. E ancora: denunciamo i ritardi colpevoli nel rinnovamento dei mezzi tecnici e produttivi. L’azienda non si nasconda dietro un temporeggiare che significa solo sperperare soldi pubblici e mettere a rischio posti di lavoro in un momento di crisi. Facciamo di nuovo appello al presidente e al direttore generale perché prendano provvedimenti immediati per rilanciare quello che vogliamo continui a essere il primo telegiornale italiano”.

Nella nota si evidenzia anche il problema del traino, “la rete ci ha lasciato al 9%“, si legge ma il problema non è nato ieri. Da tempo la principale edizione del Tg1 sfiorava appena il 20 per cento.

E mante le reazioni s’inseguono tra richieste di dimissioni e il sospetto che qualcuno potrebbe anche godere del crollo, c’è da  capire quando la “questione” sarà portata all’attenzione del consiglio d’amministrazione. Il tempo stringe.





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