Il terremoto, la Rai, Aldo Grasso e il servizio pubblico

Il terremoto, la Rai, Aldo Grasso e il servizio pubblico

Arriva un terremoto e l’informazione pubblica va in emergenza. Denunciando per l’ennesima volta la mancanza di un piano d’urgenza Aldo Grasso ancora una volta va all’attacco della Rai, ancora una volta qualche ragione ce l’ha, e qualche pre – giudizio pure.


Grasso assolve RaiTre e Andrea Vianello che, col suo Agorà nella mattina del 29 è riuscito a “coprire” i tragici eventi dell’Emilia. “Qualcosa di più è stato fatto“, dice il critico televisivo e quindi passa ad analizzare l’operato di Raiuno. Sacrosanti i rilevi: il cambio della programmazione solo alle 11 (a circa due ore dal sisma); un giornalista del Tg che reiteratamente sbaglia accento (dice San Felice sul Pànaro invece che sul Panàro), la “regia” pomeridiana passata a Mara Venier e quella della sera affidata al solito Bruno Vespa “informazione vecchia 30 anni. Anche Giovanni Floris per un Ballarò “del tutto sfasato rispetto al  momento” si prende la sua dose di bacchettate; idem l’informazione regionale per la qualità di alcuni dei suoi corrispondenti (assunti come?).

 

Alla fine il critico del Corsera plaude a Mentana e al tg de La7 “tempestivo” e in grado di fornire un’informazione “completa e di grande impatto emotivo“; confessa d’aver seguito gli eventi attraverso Sky e, almeno sull’articolo apparso stamane sul giornale si dimentica completamente di RaiNews. La cita però nel suo video – blog su Corriere.it, dove prima denuncia la mancanza in Rai “di un giornalista in grado di prendere in mano la situazione e di fare un servizio pubblico come si deve“, poi suggerisce,  a ragione, che la rete all news di Corradino Mineo potrebbe in casi come questi essere mandata anche su RaiTre e trascura completamente il fatto che con gli scarsi mezzi a disposizione (nello studio non c’è neppure un operatore video, ma si lavora con telecamera fissa), la redazione abbia svolto un lavoro di grande puntualità raggiungendo ascolti significativi (siamo intorno al 4 per cento). Ma già, Grasso non ama RaiNews e in quei momenti guardava altro…





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