Il commento. Voleva superare Saviano. Perchè Sgarbi “non ci tocca più”…

Il commento. Voleva superare Saviano. Perchè Sgarbi “non ci tocca più”…

Intorno a Vittorio Sgarbi e al suo programma dal titolo “Ci tocca anche Vittorio Sgarbi” si era creata un’enorme attesa…


Intorno a Vittorio Sgarbi e al suo programma dal titolo “Ci tocca anche Vittorio Sgarbi” si era creata un’enorme attesa per le critiche che lo avevano preceduto e per i proclami “sarà l’alternativa di destra a Saviano” sentenziava qualcuno; “Perché dare una prima serata a Sgarbi?” storceva il naso qualcun altro. Lui però aveva una mission precisa, dichiarata a Tv Sorrisi e Canzoni, “Voglio superare il record di Saviano, se lui da Fazio ha parlato per venti minuti io lo farò per 25”. Non abbiamo contato il minutaggio dei suoi monologhi, gli unici numeri davvero evidenti sono quelli degli ascolti: poco più di due milioni di telespettatori per una media pari all’8,3% di share. Risultato a dir poco apocalittico per l’ammiraglia di Raiuno, uno dei più bassi della storia della Rete.

L’azienda non se l’è sentita di andare avanti, probabilmente temendo una débacle ancora peggiore e ha cancellato il programma. Dovevano essere sei puntate, autorizzate dall’ex direttore generale, Mauro Masi, la scenografia era suntuosa, una di quelle da grande evento, sicuramente costosissima, come ogni singolo dettaglio dello studio. Le polemiche si sono levate dall’aria Pd per i costi del programma, su cui Sgarbi lavorava da sei mesi, e dove pare lui sia stato pagato un milione di euro.

Sgarbi ha voluto dire la sua ieri mattina in una conferenza ripresa in diretta da Corriere.tv “Sono convinto che la Rai abbia fatto bene a chiudere il programma, perché loro ragionano sullo share e non sulla cultura […]. Un errore che non mi perdono è quello di aver personalizzato la prima puntata. Tutti gli errori sono miei. Ho ritenuto di portare le cose che reputavo importanti. Evidentemente ho sbagliato, avrei dovuto portare le mie riflessioni sulla Banda della Magliana o sullo stile di vita sessuale di Berlusconi…”. Insomma la testa Sgarbi non la abbassa mai e continua “La trappola me la sono fatta da solo. Sono un colpevole non pentito, sono anomalo e felice. Non sono interessato a Berlusconi se non per dire che è lecito che la sua vita privata sia solo sua. Il mio programma è morto ma sono morto io. Evidentemente dev’essere una Rai in cui si parla per 100 giorni della bimba uccisa. Però sono io il colpevole…”.

Ciò che Sgarbi dimentica in tutto questo presunto mea culpa è che lui in quei cento giorni a parlare della bimba morta ci ha sempre messo la faccia. E’ un problema di credibilità: Saviano – può piacere o meno – ma non va in tv a parlare di tutto a qualsiasi ora del giorno e della sera. Quando ci va lo fa “eventizzando” ciò che scrive e narra. Il telespettatore o non lo ama e lo ignora, ma per la maggior parte – come è stato dimostrato da Vieni via con me – lo segue con grande interesse e curiosità. Soprattutto il target giovane che su “temi alti” è difficile da far restare sulla tv generalista.

Di Sgarbi come narratore unico – per quanto meraviglioso oratore- evidentemente non importa a nessuno, l’immaginario del telespettatore ormai vive Sgarbi come opinionista a tutto tondo: dalla Pupa e il Secchione, all’Arena di Giletti, a Buona Domenica; il tutto condito da un marchio di fabbrica: le urla.

E’ difficile, anche per un telespettatore annoiato e distratto come talvolta è quello di Raiuno, avere voglia di sentire l’uomo del “Capra, Capra, Capraaaaa” parlare di paternità, di energie alternative – peraltro descrivendole come un male- e di Dio.

Auspichiamo che clamorosi scivoloni di questo tipo la Rai, targata Lorenza Lei, non li ripeta: la prima puntata era oggettivamente brutta e malamente segnata dalla battaglia personale – attraverso mezzo pubblico – di Sgarbi con i “nemici” de Il Fatto Quotidiano. Sgarbi non può essere opinionista tuttologo sei giorni su sette e il settimo trasformarsi in narratore e “opionion leader”.  (Erika Brenna)





COMMENTI

  • Tony - -

    Recensione praticamente stupenda! Concordo in pieno su tutto. Dare spazio e soldi a Sgarbi per una cosa simile è da folli o da venduti! (ognuno tira le proprie considerazioni)

  • Giosuè - -

    Fortunatamente l’arroganza non sempre paga.
    I soldi dei contribuenti vanno gestiti meglio.

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