Grey’s Anatomy 12 ecco perché Derek è morto, tutta la verità

Grey’s Anatomy 12 ecco perché Derek è morto, tutta la verità

L’Huffington Post ci dice tutto quello che c’è da sapere sulle reali motivazioni che hanno portato Patrick Dempsey a dire addio a Grey’s Anatomy


Cari fan di Grey’s Anatomy, eccoci qui pronti per raccontarvi qualcosa di fino ad ora inedito in merito alla vicenda Patrick Dempsey: il protagonista del medical drama di Shonda Rhimes ha lasciato la serie tv facendoci rimanere a bocca aperta. Nessuno avrebbe mai e poi mai potuto credere che sarebbe successo, nessuno lo avrebbe mai voluto e ovviamente sono stati tantissimi i rumor in merito alle motivazioni che lo hanno portato a questa decisione. C’è chi dice che sia stata la stessa Rhimes a mandarlo via dalla produzione per motivi del tutto personali, c’è chi invece adesso è pronto a fare chiarezza.

Sembrerebbe infatti che per l’attore dai mille e uno interessi, che recentemente ha divorziato da sua moglie, la passione per le auto e per le corse sia diventata fondamentale e imprescindibile: il tempo libero speso per il suo hobby non sarebbe stato più abbastanza per lui ed ecco cos’è che realmente gli ha fatto dire addio a Grey’s Anatomy in un momento così cruciale: si tratta infatti appunto della sua carriera alternativa e rivelarlo ci ha pensato l’Huffington Post che ha pubblicato queste dichiarazioni, riprese da La Stampa.

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“In attesa la dipartita di Dempsey? Non proprio. Era da settembre che si ventilava: l’attore era dato in procinto di lasciare per dedicarsi alle amate corse (ha un suo team, ha corso la 24 Ore di Les Mans) e a una carriera alternativa. Alla vigilia dei 50 ci sta, soprattutto se, Grey’s a parte, prima non c’è stato granché: commedie sentimentali non eclatanti, una tappa italiana in “Geremia, il profeta”, prodotto dalla Lux Vide di Bernabei. Poi, a sorpresa, una serie ti trasforma nell’uomo ideale, ma non puoi approfittarne e dire addio – dopo 11 anni – diventa una scelta obbligata”.

E ancora:

“Ora Dempsey punta a produrre se stesso: intervistato da Entertainment Weekly ha accennato a un paio di progetti tv, The Limit, “sorta di Mad Men ambientato nel mondo delle corse Anni 60”, e Fodors, “thriller spionistico on the road”. Insomma sempre tv, ma dalla parte del boss”.

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(b.p.)





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