Gigi Meroni. Storia del calciatore in una fiction di Raiuno

Gigi Meroni. Storia del calciatore in una fiction di Raiuno

S’intitolerà “La farfalla granata”, come il libro che Nando Dalla Chiesa ha dedicato a Gigi Meroni. E’ la casa di…


S’intitolerà “La farfalla granata”, come il libro che Nando Dalla Chiesa ha dedicato a Gigi Meroni. E’ la casa di produzione Goodtime di Gabriella Buontempo e Massimo Martina a essere al lavoro per realizzare una mini serie sul calciatore del Torino morto ad appena 24 anni la sera del 15 ottobre 1967. Poche ore prima era sceso in campo contro la Sampdoria: venne investito da un’auto mentre stava attraversando corso Re Umberto insieme al suo grande amico e compagno di squadra Fabrizio Poletti. Condotto all’ospedale Mauriziano, non sopravvisse al grave trauma cranico subito nell’impatto in cui, inoltre, aveva riportato diverse fratture alle gambe e al bacino. Ai suoi funerali parteciparono oltre ventimila persone. Ma non mancarono le polemiche: pesanti furono le critiche, provenienti da ambienti ecclesiali e non solo, nei confronti del cappellano della compagine granata per aver celebrato le esequie con rito religioso pur sapendo che il giovane conviveva con la fidanzata senza essere sposato.

 
La pellicola sarà trasmessa da Rai Uno, probabilmente nella primavera del 2013. Grande successo ha fatto registrare, nel 2005, la messa in onda della fiction dedicata al Grande Torino che, dopo aver vinto cinque scudetti, scomparve nella sciagura di Superga. Fu Beppe Fiorello a interpretare Valentino Mazzola. Non si conosce ancora, invece, il nome dell’attore che presterà il suo volto alla talentuosa ala destra originaria di Como: tra i nomi che sono stati ipotizzati, quelli di Giorgio Pasotti e Luca Argentero. Meroni, scoperto mentre giocava a pallone all’oratorio di San Bartolomeo e cresciuto nelle giovanili della società della sua città, approdò poi al Genoa e al Toro. Elemento di straordinaria classe, a San Siro, con un pallonetto dal limite dell’area, stoppò dopo un triennio l’imbattibilità casalinga dell’Inter di Helenio Herrera. Ma era famoso anche per il suo anticonformismo, per il suo essere un po’ bohemien, manifestato con capelli lunghi e barba spesso incolta, e i suoi interessi artistici. Tanto gli piaceva ascoltare i Beatles, quanto amava dipingere. Tutti aspetti, al di là delle vicende sportive di cui è stato protagonista, che hanno reso leggendaria questa figura la cui storia tragica sarà raccontata dal regista Claudio Bonivento, lo stesso che ha già reso omaggio al Grande Torino. Ha già avuto modo d’incontrare, da quando s’è iniziato a parlare del progetto, la sorella del campione, Maria, e numerosi suoi amici fra cui Giampiero Della Torre che ha custodito per decenni, ad Albate, la Balilla appartenuta alla “farfalla granata”. (Marco Fornara)





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