Gianni Minà, quei Blitz carichi di nostalgia

Gianni Minà, quei Blitz carichi di nostalgia

Dastasera su Rai3 e per dieci settimane il ritorno di Minà col meglio di Blitz, il programma domenicale che negli anni ’80 cambiò la tv


«Benigni e Troisi mi massacrarono per ore con ironia e battute finché non si materializzò in collegamento Carmelo Bene per insegnare a Roberto come si dovrebbe leggere Dante…».Parola di Gianni Minà. Il giornalista che ha dato un volto diverso alla tv italiana (nuovo, colto e leggero assieme) torna da stasera (Rai 3 ore 23) “La stagione dei Blitz”, dieci puntate di
sessanta o settantacinque minuti montate ad hoc per  riprendere alcune delle puntate più significative  di “Blitz”, il programma che trent’anni fa coniugando cultura e intrattenimento (ma non promuovendo la cultura dell’intrattenimento), portò in tv ospiti straordinari: Da Gregory Corso a Robert De Niro, Federico Fellini, Sergio Leone, e poi Joan Baetz, Paul Anka e De André, e tutto il meglio della musica italiana, e del cinema e del teatro. Spiega Minà al Radiocorriere: “Il programma proponeva un tema a settimana, dal più popolare come l’amore o la Nazionale di calcio, al più sofisticato come il grande cinema o la poesia. Ogni volta venivano usati tutti i linguaggi e le forme di comunicazione possibili: sequenze di film, esibizioni in studio, riprese da vari teatri, canzoni, arie liriche, balletti, interviste, collegamenti“. Una tv che ha fatto scuola, e che ha trovato un solo erede in Fabio Fazio di Che Tempo che fa. Certo, i tempi sono diversi, gli ospiti pure e il taglio del programma anche. Ma è questo che passa il convento, ce lo teniamo e ringraziamo, almeno una volta, le repliche estive di mamma Rai. (a.d)





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