Georgofili. Firenze non dimentica

Georgofili. Firenze non dimentica

Sono trascorsi 20 anni dall’attacco mafioso agli Uffizi. Cinque morti, cinquanta feriti, danni al patrimonio culturale. Il ricordo è un dovere


Stanotte saranno trascorsi 20 anni esatti dalla Strage dei Georgofili, a Firenze. All’indomani dell’arresto di Totò Riina la mafia aveva deciso di sferrare un nuovo attacco allo Stato prendendo di mira col tritolo non obiettivi nevralgici, ma un simbolo, quella Galleria degli Uffizi che è il primo museo d’Italia. Atto tragico di una strategia stragista che sul patrimonio culturale aveva centrato la sua azione, se è vero, come qualche anno dopo riferirà un collaboratore di giustizia, che tra gli obiettivi di Cosa Nostra c’era stata anche la Torre di Pisa.

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L’ordigno collocato accanto alla Torre dei Pulci, sede dell’Accademia dei Gorgofili, esplose all’1,04  della notte tra il 26 e 27 maggio, portandosi via la vita di cinque innocenti. L’intera famiglia Nencioni: Fabrizio, la moglie Angela Fiume e le loro bambine Nadia, di 9 anni e Caterina di soli 50 giorni. E Dario Capolicchio, uno studente

Foto Ansa (Mostra: La notte dei Georgofili)
Foto Ansa (Mostra: La notte dei Georgofili)

fuori sede di 22 anni. Cinquanta persone rimasero ferite, e ferita rimase la città, ferite le gallerie degli Uffizi, dove il ricordo, domani, rivivrà attraverso un’apertura straordinaria in notturna.  L’ingresso sarà gratuito e ci saranno visite guidate promosse dalle guide professionali del muso, con l’occasione si terrà una raccolta fondi a favore di Città della Scienza, altro luogo della cultura insultato da mano mafiosa.  Aprire le porte del museo ai cittadini come simbolo di riappropriazione, di una presenza umana pulita, numerosa, solidale, laddove la mafia avrebbe voluto il deserto. Ma quella stagione terribile conobbe tanti gesti importanti, e non solo simbolici. Come quello compiuto dai restauratori dell’Opificio delle pietre dure che già nella prima mattina successiva all’attentato, si recarono sul posto mettendosi a disposizione per concorrere a mettere in sicurezza le tante opere d’arte danneggiate dallo scoppio della bomba sia nella Galleria degli Uffizi sia nel deposito diocesano di Arte sacra di Santo Stefano al Ponte. Successivamente furono ricoverate nei laboratori della Fortezza da Basso tre grandi opere, la Madonna di San Giorgio alla Costa di Giotto e le due grandi tele con Storie di Enrico IV di Rubens. Ne sono seguiti complessi interventi di restauro e le tele sono tornate in galleria.

 

Il Comune di Firenze per ricordare l’attentato ha dato vita a una serie d’iniziative in programma tra domani, domenica 26 e lunedì 27 maggio. Ha uno straordinario valore di testimonianza la mostra fotografica dell’agenzia Ansa ‘La notte dei Georgofili‘ che inaugura domani in Palazzo Vecchio. Oltre 50 immagini di grande formato corredate dai takes di agenzia redatti e diffusi fin dal primo momento dopo lo scoppio. Immagini e testi ripercorrono la notte del 27 maggio con una scansione temporale dettata proprio dal fluire delle notizie di agenzia e dalle foto, fino ai giorni immediatamente successivi alla strage, alla reazione della città, ai funerali delle vittime, alle bombe di Milano e Roma, al processo celebrato a Firenze con la condanna all’ergastolo per i capi di Cosa Nostra, fino alle commemorazioni degli anni successivi.

 

La seconda iniziativa organizzata dal Comune è in programma lunedì 27 maggio alle 9 in piazza della Signoria: un girotondo intorno al complesso vasariano degli Uffizi che coinvolgerà oltre 600 ragazzi di tutte le scuole primarie e secondarie della città. L’evento si intitola ‘Girotondo per Caterina – Firenze abbraccia gli Uffizi‘ e fa riferimento sia alla più piccola delle vittime di via dei Georgofili (Caterina Nencioni) sia agli Uffizi, il cui patrimonio artistico fu barbaramente oltraggiato.

 

Altro momento commemorativo è promosso dall’associazione Friends of Florence ed è la presentazione di una scultura in bronzo e oro dal titolo I Passi d’oro, realizzata dallo scultore pistoiese Roberto Barni. Alta circa 2 metri per 90 centimetri di larghezza, la statua  sarà scoperta domani nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio alla presenza, tra gli altri, del presidente del Senato Pietro Grasso. All’ora esatta dello scoppio dell’ordigno, alle 1.04 del 27 maggio, quando rintoccherà la campana di Palazzo Vecchio, la statua sarà illuminata per la prima volta.

(g.m)

 

I funerali delle vittime della strage del 27 maggio '93 - Foto Ansa (Mostra: La notte dei Georgofili)
I funerali delle vittime della strage del 27 maggio ’93 – Foto Ansa (Mostra: La notte dei Georgofili)

 





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