Fiorello – Benigni, le risa e l’emozione

Fiorello – Benigni, le risa e l’emozione

Passeranno anni prima di ritrovare un Fiorello doc sul piccolo schermo. E chissà se mai ritroveremo uno show delle proporzioni…


Passeranno anni prima di ritrovare un Fiorello doc sul piccolo schermo. E chissà se mai ritroveremo uno show delle proporzioni de #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend che, in quattro puntate, ha riunito il meglio dello spettacolo italiano. E mentre aspettiamo di conoscere gli ascolti della serata di ieri, l’ultima (avrà superato il 50% di share? Non lo avrà superato?).

Aldo Grasso, sul Corriere della sera sottolinea come Fiorello sappia interpretare come pochi lo spirito nazionale. Ovvero, l’incredibile capacità di questo paese di passare dalle lacrime al riso nel breve volgere di 24 ore, laddove domenica sera ci “leccavamo le ferite” per i tagli e ieri ci siamo già abbandonati alle “parodie di Fiorello, alla contentezza di Jovanotti, ai passi di danza di Roberto Bolle“. Tutto giusto, e forse questa capacità, che Grasso chiama con affetto “semplicioneria sentimentale” dovremmo considerarla una dote.
Benigni docet, lui che tra il riso e il pianto ci porta da anni.  Entrato in scena sulle note dolci e malinconiche di  La porti un bacione a Firenze, lo show nello show firmato Benigni ha provato subito a cambiare tono. Una partenza un po’ lenta, il grande attore sembrava appena spaesato mentre “satireggiava”  gli sketch di Fiorello; poi il diesel è entrato in carburazione e le ombre sono sfumate. Una serie di gagà dietro l’altra sul “tema” Berlusconi e l’aria nuova, perché qualsiasi cosa sia stato B. “ci ha fatto divertire” come nessuno. E infatti il comico lo ha sottolineato, gli sarà fedele nei secoli, “come i carabinieri…”. E poi “la chicca”: L’inno del corpo sciolto – canzone che da 30 anni si rifiutava di fare in tv – che ha portato in scena la goliardia del Benigni prima maniera. E per finire un altro cambio di registro: il racconto civile, l’emozione profonda del ricordo di Sandro Pertini.

Le parole sul suo insegnamento, il suo esempio, e la citazione conclusiva di Andrea Pazienza che “indietro non si torna, neppure per prendere la rincorsa”.





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